Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito per aver capito quel che era successo e come poterne uscire, la dinastia di Mussolini sarebbe durata quanto tutte le dinastie dei Faraoni. Bisognò che Mussolini si ingolfasse nella Seconda guerra mondiale e passasse in tre anni di disastro in disastro, perché andasse a gambe all'aria, sia pure con qualche spinta degli italiani. L'arte del profeta è pericolosa, ed è bene tenersene lontani. Ad ogni modo, quando si vuole profetare, è piu prudente essere pessimisti che ottimisti, perché le cose di questo mondo vanno sempre a rotta di collo e perciò in novantotto casi su cento a essere pessimisti è piu facile imbroccarla. C'era a Parigi un gruppo di antichi fascisti, che dopo l'assassinio di Matteotti erano fuggiti dall'Italia, perché - dicevano - avevano temuto che Mussolini li facesse ammazzare per poter proclamare di aver fatto giustizia sommaria degli assassini di Matteotti, mentre faceva mettere in salvo gli assassini veri. Io, invece, ho sempre ritenuto che, credendo arrivata l'ultima ora del regime fascista, si fossero messi al sicuro dalle vendette degli antifascisti, e la vittoria di Mussolini li aveva bloccati in Francia. Capo di quella banda era Carlo Bazzi. Altro luminare ne era Massimo Rocca, alias Libero Tancredi, di cui si seppe, nel 1946, che era salariato dall' Ovra. Uno, Benedetto Fascialo, era stato segretario particolare di Mussolini, e' affermava di aver portato con sé a Parigi autografi di Mussolini assai compromettenti. Un altro era Filippo Naldi, di cui si diceva che nel 1914 era stato intermediario fra il Governo francese e Mussolini per convertirlo dal neutralismo sfrenato, secondo il verbo di Marx, all'interventismo, altrettanto sfrenato, secondo il verbo di Barrère. Arrivato in Francia, il Naldi si era subito messo a fare affari: era questa la sua autentica vocaz10ne. Nitti mi disse che Bazzi era disposto a lasciarmi utilizzare alcuni autografi mussoliniani posseduti dal Fasciola. Immaginarsi se potevo rifiutare! Ma rifiutai sempre di incontrarmi con quell'individuo. Avevo imparato a disprezzarlo in Italia, e del suo antifascismo recente non mi fidavo. Con gente di quella fatta, non mi sentivo di far comunella. Donati, purtroppo, commise quell'errore, e lo pagò caro. Le fotografie degli autografi mussoliniani, che Fascialo aveva trafugato in Francia e che Bazzi dette a Nitti e Nitti dette a me, le pubblicai nel 1927 negli Stati Uniti e nel 1928 in Inghilterra nel mio Fascist Di'ctatorshi'p i'n ltaly [La dùtatura fascùta i"n ltalt'a]. Le riprodussi sul Ponte dell' ottobre 1953. Gli autografi da me ricevuti furono pochi. Nitti mi diceva che ve ne erano altri piu gravi, ma non vennero mai fuori. Io ho sempre sospettato che la banda volesse ricattare Mussolini, e mi lasciò pubblicare una parte dei documenti trafugati dal Fascialo per costringere il duce a pagare un prezzo piu alto per gli altri. Io, quindi, sarei stato utilizzato, per rendere piu efficace il ricatto. Poco male: intanto alcuni autografi potei pubblicarli, e rimangono. 609 Bibloteca Gino Bianco

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