Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito pre, che rese possibile la nostra amicizia, al di sopra di ogni dissenso ideologico. Altri due italiani debbo ricordare, il dottor Sicca, amico di don Sturzo, uomo di grande generosità, ed Abele Giandolini, proprietario di uno fra i migliori ristoranti di Londra, sempre pronto a sussidiare largamente il movimento antifascista. Di tre persone inglesi debbo parlare con particolare riconoscenza. Una signora inglese, di origine americana, Mrs. Russell, cognata del mio antico amico, Bernard Berenson, mi offd ospitalità in casa sua, dopo che lasciai la casa di Crespi, e si dette un gran da fare per cercarmi un alloggio conveniente, cioè a portata della mia borsa. Aveva molti amici negli ambienti liberali e laburisti, e si dette a scrivere a tutte le persone che conosceva, perché mi procurassero conferenze, a pagamento, in circoli e scuole e chiese, beninteso protestanti. Ogni conferenza era pagata di regola cinque ghinee, ed una ghinea copriva le mie spese per una settimana. (La conferenza al National Liberal Club la tenni gratis et amore Dei.) Con una cinquantina di conferenze ed articoli nel Manchester Guardian ed altri periodici, vissi senza privazioni per un anno. Riuscii a risolvere quel problema non solo grazie all'attività febbrile di Mrs. Russell, ma anche all'amicizia di un'insegnante, Miss Isabell Massey,' e di una giovane benestante, Miss Marion Enthoven. La prima, espertissima nella sua lingua, mi traduceva in inglese i testi delle conferenze e gli articoli e lettere ai giornali, e mi faceva compitare le conferenze sotto la sua sorveglianza, correggendomi la pronuncia di ogni parola, finché non si fosse assicurata che il pubblico mi avrebbe capito senza difficoltà. Miss Enthoven dattilografava i miei manoscritti che riesciva a decifrare chi sa mai come. È costume nelle classi colte inglesi quello di dare aiuto volontario alle cause che appaiono giuste. Quelle due mie giovani amiche ritenevano loro dovere aiutarmi nella lotta per una causa buona; e lo fecero senza misurare né intelligenza né tempo. Senza quelle amicizie generose, di cui serberò riconoscenza finché vivo, non so se me la sarei cavata, sprovvisto di risorse come ero. Nella primavera del 1926 comparve improvvisamente nella mia stanza Camilla Berneri. Era entrato illegalmente in Inghilterra per una via nota ai soli anarchici. Rividi con grande gioia quel mio alunno di Firenze. Egli mi mise in relazione con un interessante uomo, Recchioni. Questi, mandato a domicilio coatto nel 1898 e riescito ad evadere, era andato a vivere in Inghilterra. Qui aveva aperto una salumeria, dandole il titolo di King Bomba (Re Bomba), e aveva fatto fortuna. Gli anarchici spesso riescono ottimamente negli affari, e allora sussidiano generosamente le iniziative dei loro compagni. Io non ero un compagno, e non ebbi mai bisogno di essere soccorso da lui. Ma diventammo buoni amici, e tali rimanemmo fino alla sua morte. Nell'estate del 1926, tornai a Parigi, perché in Inghilterra l'estate 607 Bibloteca Gino Bianco

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