Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

M-emorie di un fuoruscito storico, pubblicato nel marzo 1926, in un giornale anarchico svizzero" (Stampa, 2 ottobre 1926). La verità completa era che un mio articolo sull' assassinio Matteotti era uscito nella inglese Review of Reviews del 15 gennaio 1926, e nella rivista francese Europe dello stesso mese; il testo italiano dell'articolo fu pubblicato da Giuseppe Donati sul Corriere degli italiani del 31 gennaio 1926; e due mesi dopo il giornale anarchico svizzero riprodusse lo scritto dal Corriere degli italiani. La commissione ricordò il solo giornale anarchico svizzero, 1) perché questo era irreperibile in Italia, e quindi nessuno avrebbe avuto modo di conoscere le basi della mia accusa; 2) perché era conveniente farmi passare per anarchico. Comunque questa era la sola ragione di condanna, contro la quale 10 non avevo obiezioni. Finalmente la sentenza rispolverò la conferenza del National Liberal Club, nella quale io avrei consigliato il Governo inglese a non condonare i debiti di guerra all'Italia. Mi sono trattenuto su questo incidente, perché mi sembra che documenti i metodi, con cui non solo gli agenti minori della "propaganda," ma le stesse piu alte autorità del regime, falsificavano i fatti. Insieme con me, furono privati della cittadinanza altre quattordici persone. Una di queste era Giuseppe Donati, la cui sorte volentieri condivisi. Ma fra gli altri, v'era piu d'uno, con cui non avrei mai consentito a trovarmi nella stessa barca, avessi dovuto anche scampare dalla morte. Due di essi diventarono in seguito - o forse erano già fino da allora - spie, e i loro nomi apparvero nelle liste dell'Ovra pubblicate nel 1946. Di un altro sono stato sempre convinto che era spia, ed era Carlo Bazzi. Parecchi erano fascisti rifugiatisi in Francia dopo l'assassinio di Matteotti. Confesso che il vedermi in siffatta compagnia mi indispettf. Il duce e il suo socio Federzoni mi colpirono nel vivo. Per non lasciare nulla dimenticato in questo incidente, aggiungerò che Costanzo Ciano, uno dei piu alti personaggi del regime, andò in persona al mio paese di origine (Molfetta) a diventare cittadino onorario in una solenne cerimonia, mediante la quale prese il mio posto nella cittadinanza, che era rimasta orbata di me. 6. Francia, Inghilterra e America La Francia era un Paese scarso di manodopera, ed ogni operaio, da qualunque parte del mondo vi immigrasse, vi trovava occupazione senza ritardo e a buoni patti. Ma sovrabbondavano gli intellettuali indigeni, e non c'era che fame per l'intellettuale immigrato. In Inghilterra, dove avevo amici, la cui generosità mi era già nota, potevo risolvere meno difficilmente il problema economico. Entrare in Inghilterra non presentava ora nessuna difficoltà, grazie al passaporto surrettizio del 1923, sebbene già scaduto. La legge inglese 605 Bibloteca Gino Bianco

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