Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito Quell'ottimo fascista avrebbe potuto agire senza bisogno di nessun permesso preventivo; gli bastava esporsi senz'altro al rischio di essere ghigliottinato in Francia, o impiccato in Inghilterra, o mandato alla sedia elettrica in America; l'approvazione del duce e la gloria sarebbero venute dopo. Ma non pensava di eseguire, lui stesso, l'operazione progettata: sperava solamente che qualche squilibrato si lasciasse eccitare ed operasse _ a proprio rischio e pericolo. Ritornando ai casi miei, il regio decreto del 30 settembre 1926 n. 1753 enumerò i delitti, per i quali io avevo meritato di essere privato della cittadinanza. Erano i seguenti: 1) ero "già noto per la mia trista campagna rinunciataria, all'epoca del Trattato di Versailles"; 2) ero stato implicato nel processo del Non mollare; 3) "andavo svolgendo all'estero una criminosa campagna contro il regime nazionale a mezzo di opuscoli come quello intitolato Il delitto Matteotti, e di articoli anche su giornali esteri, conferenze e riunioni presso la sede della Lega dei diritti dell' uomo a Parigi, dipingendo l'Italia come terra di oppressione e di tirannia, elevando le piu turpi accuse agli uomini piu rappresentativi del regime, facendo persino malvage insinuazioni sulla sincerità e solidità della nostra finanza e della prosperità dell'Italia, nel momento delicato in cui si svolgono le nostre trattative per la sistemazione dei debiti." La mia campagna "rinunciataria," cioè contraria all'annessione della Dalmazia all'Italia - piu che mezzo milione di slavi che non volevano saperne dell'Italia e non piu che trentamila italiani 13 - era stata da me condotta dal 1914 al 1920; la politica da me sostenuta fu adottata nell' autunno 1920 col Trattato di Rapallo, approvato dalla Camera con soli 14 voti contrari, e pubblicamente approvato da Mussolini, che nel 1927 andò a Cremona per inaugurare un monumento a Bissolati, che era stato sempre d'accordo con me contro l'annessionismo dalmatico. Cos1 nel 1926 io fui privato della cittadinanza italiana per avere tra il 1914 e il 1920 affermato la necessità di una politica che nel 1920 fu adottata dal Parlamento e che comunque non poteva essere punita nel 1926 con una legge, a cui si dava effetto retroattivo. L'altro "delitto" - quello di aver partecipato nel 1925 alla pubblicazione del Non mollare - era stato amnistiato il 31 luglio 1925, prima che una sentenza regolare lo accertasse. Io non avevo mai fatto, e non feci mai in vita mia, nessuna conferenza, su nessun progetto, alla Lega dei diritti dell'uomo, né a Parigi né altrove, né prima né dopo di quella condanna. Era perfettamente vero che avevo accusato Mussolini di responsabilità nell'assassinio Matteotti.· Ma la commissione, che propose la mia condanna, non seppe appoggiare la sua proposta che su un mio "preteso studio 13 Dal diario del generale Puntoni, primo aiutante di campo di re Vittorio Emanuele III, risulta che, a conoscenza del re, la Dalmazia era abitata da 700 mila slavi e 24 mila italiani (settimanale "Il Mondo," 20 settembre 1956). Cifre di questo genere non furono mai pubblicate in Italia in nessun documento ufficiale: ufficialmente, la Dalmazia era abitata da italiani,. e niente altro che da italiani. [N.d.A.] 604 Bibloteca Gino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==