Memorie di un fuoruscito scrisse: "Se 'il fascista di fegato e di cuore' un bel giorno 'perdesse la pazienza,' sarà bene ricordare chi gli mise quella idea nella testa." Ma le minacce continuarono. Il vice-segretario del Partito fascista, Melchiorri, nel Popolo d'Italia del 20 settembre 1926, proclamò che "i fuorusciti dovevano essere rintracciati dovunque si trovavano, e la vita doveva essere resa loro impossibile" (nel gergo fascista queste parole significavano che dovevano essere uccisi; mentre "rendere la vita difficile" significava bastonare di santa ragione finché il bastonato non avesse messo giudizio); "un giorno o l'altro, qualche fascista potrebbe andare a cercarli nei loro covi di Parigi. 11 Lo stesso Melchiorri nel Popolo di Roma del 28 settembre 1926, dette !'aire ad un'altra bella pensata. Ogni segretario comunale dovrebbe affiggere una lista di tutti coloro che sono andati all'estero per qualsiasi ragione, con gli indirizzi delle loro famiglie nella città. Forse il pericolo di rappresaglie sulle famiglie sconsiglierà quei bastardi da ulteriori attività contro la "patria." E l'Impero del 7 novembre 1926: Noi non domandiamo che Nitti sia privato della cittadinanza italiana, dato che lui vi ha già rinunciato. Ma deve essere dichiarato nemico della patria e condannato a morte,' sentenza che dovrebbe essere eseguita da ogni italiano che riuscisse a raggiungerlo. Già che sono a divertire il lettore con questi documenti di frenesia, aggiungerò che il settimanale di Milano Il Torchz·o, 19 giugno 1927, pubblicò un appello veramente eroico: Avanti, fascisti, che amate il Duce con dedizione appassionata: attraversate le frontiere. Attraversatele a decine, a centinaia, a migliaia. Percorrete tutte le strade del mondo. Perquisite ogni paese. Affondate ovunque le punte delle vostre baionette. Le vostre armi saranno sporcate di fango, di veleno, di sangue. Nei sacri nomi d'Italia e del Duce, colpite, senza pietà, senza tregua, senza rimorsi. Date la caccia una volta per sempre ai falsi italiani, ai finti italiani, agli ex italiani. Debbono essere abbattuti ovunque si trovano. Lo sterminio deve essere inesorabile, ed assoluto. Non deve sopravvivere neanche la loro memoria. Solo cosf l'Italia sarà liberata da un incubo permanente; solo cosf può essere salvata dall'abisso. La salvezza del Duce lo esige. Avanti, fascisti, uccidete! Nel giornale Volontari d'Italia del 2 dicembre 1928, un Alessandro Casale domandò al duce l'autorizzazione di andare all'estero a far strage di emigranti antifascisti: Il giorno in cui la bocca immonda di Nitti sarà sporcata di m... dalla mano di un volontario, il giorno in cui il pugno di un volontario ricaccerà nella gola di don Sturzo la sua bava velenosa, il giorno in cui sulla spalla [sic!] di quella scimmia che è Turati, si applicherà la pedata di un volontario, quel giorno - si può garantirlo - l'Italia sarà liberata dall'idra che tutto il mondo appuzza. Vorremmo colpire i capi antifascisti col manganello che non perdona, colla pugnalata diretta e sicura, che abbiamo imparato e sperimentato durante la guerra. 603 BiblotecaGino Bianco
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