Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito Sei anni dopo, Giovanni Gentile, d'intesa evidentemente con Mussolini, doveva proporre che i professori di università fossero obbligati a prestare giuramento di educare i loro alunni nella fedeltà agli ideali fascisti. E il professor Volpe non sentf nessun limite che dividesse la politica in quanto storia dalla storia in quanto fede fascista e viceversa. Finalmente il ministro mi destituf, il 4 dicembre 1925. 5. Come cessai di esistere La sera del 19 gennaio 1926 detti al National Liberal Club di Londra una conferenza su L'Italia e z·z regime fascista. La curiosità era allora assai viva sulle cose italiane in Inghilterra. Gli inglesi non riescivano a capire come un popolo civile (e il popolo italiano era reputato ancora tale) fosse sceso cosf in basso nella scala dell'intelligenza e della moralità politica da prendere e tollerare un dittatore contorsionista come Mussolini. Perciò la gente voleva sentire e la campana fascista e la campana antifascista. E questa si faceva ora sentire attraverso una persona che - tutto compreso - non era il primo venuto. Conoscevo già dalle mie visite precedenti le abitudini del popolo inglese. Ùn argomento bisogna trattarlo in una conferenza senza quelle finezze (dato che siano finezze) le quali vanno bene (dato che vadano bene) solamente nelle cose stampate. Occorrono affermazioni brevi, fatti logicamente ordinati, niente astrazioni idealiste, testi precisi. Se volevate demolire affermazioni false a favore del fascismo, dovevate usar testi non attinti a fonti antifasciste, ma a fonti ufficiali, e possibilmente agli stessi discorsi del duce. La "propaganda fascista" era rimasta negli anni precedenti padrona delle acque. I giornali erano pieni di notizie sullo sfacelo economico, in cui l'Italia era stata precipitata dai "bolscevichi" prima che arrivasse il salvatore, e sui miracoli economici che erano succeduti alla marcia su Roma. Proprio in quei giorni erano condotte a Londra le trattative per regolare i debiti di guerra. E in questa occasione la "propaganda" era diventata piu dilagante che mai. Nella mia conferenza affermai che l'Italia non era affatto ridotta allo sfacelo economico nell'ottobre 1922, quando il duce era venuto, secondo la leggenda fascista, a salvarla dalla rovina "bolscevica"; già alla fine del 1920 la crisi economica del dopoguerra era stata superata; ed era stata superata anche grazie al fatto che i crediti ottenuti da Inghilterra e America durante la guerra non erano stati ancora pagati. Mentre si doveva ridurre a nulla la leggenda economica del fascismo, non si doveva dimenticare che alla crisi psicologica del dopoguerra, durante il 1919 e il 1920, Mussolini e le sue camicie nere avevano vigorosamente contribuito esasperandola; ma già alla fine del 1920 quella crisi aveva cominciato a quietarsi. Perciò nessuna git!stificazione esisteva per le violenze fasciste· durante la guerra civile del 601 Bibloteca Gino Bianco

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