Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito Entrai nella scuola trent'anni or sono, quando la legge mi domandava solo che insegnassi storia con spirito di verità e di lealtà, non che vendessi la mia anima al partito dominante. Ho compiuto per trent'anni il mio dovere con spirito di verità e di lealtà; nessuno degli alunni, nessuno dei colleghi, che ho avuti per trent'anni, potrà mai smentire onestamente questa mia affermazione. Oggi la costituzione politica italiana di trent'anni or sono è completamente abolita. Oggi l'Italia è divisa fra una minoranza di padroni armati, a cui tutto è lecito, anche l'assassinio, ed una moltitudine di sudditi disarmati, non piu protetti da nessuna legge morale, esclusi da ogni diritto politico.., L'insegnamento della storia è sorto, in Italia e fuori d'Italia, come bisogno culturale dei paesi che si costituivano a regime libero. Dove le istituzioni libere scompaiono, ivi l'insegnante di storia in una scuola pubblica sarà libero del proprio insegnamento solo se l'orientamento del suo pensiero sarà conforme alle ideologie del partito dominante. L'insegnante di storia, che non possa in coscienza consentire alle direttive politiche, religiose, sociali, del partito dominante, o che non sia cosi abbietto da consentirvi per ingordigia di ricompense e per congenita viltà, sarà obbligato a evitare ogni discussione, che possa comprometterlo nella opinione dei padroni, e dovrà confinarsi nella erudizione bruta. Questo diceva la mia lettera di dimissioni. Questo non hanno voluto o saputo comprendere i componenti il Senato Accademico; e hanno trasformato le dimissioni da me presentate per ragioni di principio in una specie di fatto personale fra l'Università di Firenze e me, cercando di far credere agli ignari che "né le autorità accademiche né altri hanno mai diminuito la dignità di alcun insegnante universitario fiorentino." Io distinguo fra l'Università, di Firenze e i componenti il Senato Accademico dell'Università di Firenze. L'Università di Firenze è una entità collettiva, che comprende anche miei antichi colleghi e miei antichi alunni, ai quali sono legato da vincoli di rispetto e di affetti reciproci, imperituri: questi conoscono uomini e fatti, e possono giudicare secondo il merito certi miserevoli spettacoli di degradazione spirituale. I componenti il Senato Accademico invece sono personaggi concreti; e questi hanno evidentemente bisogno che qualcuno rinfreschi loro la memoria. Ad essi dunque ricorderò: a) Il 15 maggio 1925, per incarico conferitomi a voti unanimi dalla Facoltà di filosofia e filologia dell'Università di Firenze, io dovevo inaugurare un ricordo a Pasquale Villari nell'interno dell'Università; il giornale fascista di Firenze11 pose il veto alla cerimonia, minacciando violenze; quel medesimo disinteressato professore fascista che ha provocato nel Senato Accademico il plauso al "Governo nazionale," andò a comunicare al Rettore il divieto e le minacce dei fascisti fiorentini: il Rettore si lasciò impaurire e rinviò all'ultimo momento la cerimonia, facendo trovare agli invitati chiusa l'Università: la cerimonia non ebbe luogo. b) Il giornale fascista di Firenze12 ha ripetutamente domandato durante il passato anno scolastico la destituzione mia e di altri miei colleghi dall'insegnamento. Mi limiterò a ricordare un solo articolo che onora me, pubblicato il 13 giugno 1925, mentre· una ridicola accusa mi valeva 35 giorni di carcere preventivo: "Esprimiamo un voto che all'occorrenza potrebbe trasformarsi in un atto di durissima volontà. Gaetano Salvemini occorre che vada fuori dell'Università. In fidente attesa della legge Rocco, giriamo intanto al Consiglio dei Ministri la nostra formale proposta in questo senso. Ci si dice che il Salvemini non ha mai approfittato della cattedra per fare la sua propaganda antifascista e antinazionale. Si sa bene che l'ufficio di un insegnante, specialmente d'Università, non si esaurisce nel far lezione. È nei corridoi ed è a casa che si stabilisce il piu vero contatto tra il maestro e gli alunni, e quindi non è casuale il fatto che gli alunni e le alunne del Salvemini siano, quasi senza eccezioni, tra i piu lividi, accaniti, incurabili antifascisti. Ora il Governo fascista non può e non deve permettere che questo anti-italiano, guastatore di generazioni e corruttore di cervelli, continui ad insegnare storia nell'Università di Firenze o in nessun'altra." e) Il Rettore dell'Università, avvicinandosi la riapertura di quest'anno scolastico, ha piu volte manifestato le sue preoccupazioni per i disordini che potevano avvenire alla ripresa delle mie lezioni; e per effetto di queste preoccupazioni mi fu dato piu 598 11 Battaglie fasciste. 12 Ibidem. BiblotecaGino Bianco

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