Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito il petto, le braccia conserte, rimanevano sospesi; ma se queste si rilasciavano stanche, ogni polso picchiava contro il primo quadrato di ferro e ne soffriva. Io che avevo fatto la prova delle manette fra la stazione di Firenze Campo di Marte e le Murate, convenni pienamente con lui. Mi si era affezionato, e quando lo trasferirono non so dove, e venne a salutarmi, . . . s1 mise a piangere. Nel mio reparto le celle si aprivano tutte su un cortiletto interno; · e sopra ad ogni porta c'era una finestrella chiusa con una grata di ferro. Quando si sentiva rumore nel cortiletto, ognuno correva alla sua porta, vi metteva dietro una sedia, e saliva alla finestrella a vedere quel che succedeva nel cortiletto: questo si chiama va "andare al telefono." Un giorno, ad un rumore insolito, tutti andarono al telefono (le distrazioni non erano molte). Un nuovo inquilino era arrivato. Rumore di porta che si apre e poi si chiude, e di nuovo silenzio. Quando i secondini non erano piu nella sala, i vecchi cominciarono a chiamare: "O nuovo! Vieni al telefono." Nessuna risposta a diverse chiamate. Allora uno sentenziò "D ' " E . . h h. ' gravemente: ev essere un onesto. m1 spiegarono c e c i e avvezzo alla vita di prigione, corre al telefono non appena è lasciato solo nella sua cella, per farsi dare dai compagni informazioni utili sulle consuetudini della "casa." Chi invece capita in prigione per la prima volta perché è "un onesto," si butta sul letto demoralizzato, non appena è lasciato solo, e non risponde a nessuna chiamata. Di ricordi molesti, in quel mese che stetti alle Murate, non ne ho che uno solo. Una notte fui assalito da un vero esercito di cimici, che sbucarono da tutte le parti: c'era da perdere la ragione. La mattina dopo, dato l'allarme, venne chiamato il "cimiciaio," che con una lampada da saldatori andò a cercare nel letto tutti i buchi, in cui le cimici potevano essere annidate e ne fece sterminio. Compiuta l'impresa sentenziò gravemente: "Lei ieri ha voluto fare un bagno ... alla cimice gli piace la carne pulita." Carne pulita o sporca, notti come quella non ne passai piu. 3. Come divenni fuoruscito Di quanto avvenne a Firenze il 15 luglio 1925, ho detto nel libro Non mollare già ricordato, e non è il caso che mi ripeta. Ma non riuscirà inutile riportare qui, come documento sui costumi di quel tempo, qualche parte di una lunga articolessa pubblicata dal Corriere padano (16 luglio) e riprodotta da Battaglie fasciste, voce del Fascio fiorentino (18 luglio 1925). Vi sostituisco coi puntini le parti non essenziali, che renderebbero la lettura troppo lunga e pesante.6 Un processo fiorentino per frode alla legge sulla stampa, compiuta in barba a disposizioni anche recenti, stava per essere trasformato dall'opposizione in una com6 Il testo dell'articolo, dovuto alla penna di Nello Quilici, non è riprodotto nel manoscritto di Salvemini. I tagli sono del curatore. 590 Bibloteca Gino Bianco

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