Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito entrò all'improvviso il segretario della nostra facoltà, che era allora il dottor Alberto Bertolino (poi diventato nostro collega di economia politica) il quale agitatissimo mi avverti che il primo piano, ove aveva sede la facoltà di lettere, era stato invaso da una colonna di fascisti, che tentavano di fare irruzione nell'aula in cui Salvemini stava facendo lezione di storia. Piantai a mezzo il mio discorso, e dalla scaletta interna arrivai al primo piano: lo stretto corridoio, lungo il quale sono anche oggi disposte le aule di lettere, era pieno di una folla urlante che si accalcava ondeggiando e dando colpi a catapulta contro la porta dell'aula di storia; ma la porta resisteva, perché evidentemente dall'interno gli studenti di lettere, fedeli a Salvemini, la puntellavano con tutte le loro forze. Ho ancora vivi nella memoria tutti i particolari di quella scena: a poco a poco, aprendomi a fatica la strada in quella calca tumultuante, arrivai fino alla porta, e cercai di parlamentare coi caporioni di quegli scalmanati. La maggioranza di essi non erano istudenti; ma li, proprio vicino alla porta, riconobbi alcuni della Facoltà di legge e dell'Istituto di scienze sociali, dei quali ricordo ancora, come se fosse ieri, i volti e le parole, rivelatrici di quello stato d'animo. A un certo momento mi trovai anch'io sballottato e sbattuto proprio al centro di quegli ondeggiamenti, e poiché qualcuno mi metteva le mani addosso, io, che ero allora abbastanza giovane per essere scambiato per uno studente, gli dissi: "Attenzione, sono un professore." Ma lui, guardandomi fisso, mi rispose con aria beffarda: "Son professore anch'io!'' Un altro che in quella colluttazione mi vidi faccia a faccia fu un giovane meridionale, Agostino Nasti, quello che aveva chiamato "libello cimice'' il Non mollare. Io cercavo di esortarli alla calma, insistendo nel dire che l'università doveva essere tenuta fuori dalle manifestazioni di partito: ma il Nasti, che si atteggiava a teorico del fascismo, mi ·rispose con un ghigno di commiserazione: "Quello che dice lei sarebbe esatto, se il fascismo fosse un partito; ma noi fascisti siamo lo Stato." E tutti d'intorno risero della mia ignoranza ... Intanto, in quel tumulto, arrivò l'ora della fine della lezione: allora i dimostranti si calmarono, la porta si apri, e Salvemini usd, impassibile, col suo cappello tondo calcato in testa, tra due ali di scolari. Nessuno osò toccarlo. E io me ne tornai, dopo averlo salutato, in direzione opposta, verso la scaletta da cui ero salito; ma qui mi attendeva l'incontro piu singolare di quel giorno; nel vano di una finestra dal quale si poteva sorvegliare tutto il corridoio senza essere visti, due autorevoli professori, Antonio Garbasso, sindaco di Firenze, e Giovanni Brunetti, preside della mia facoltà, si tenevano ancora nascosti in attesa che il corridoio fosse sfollato. Restarono male nel vedersi scoperti da me in quel nascondiglio: ma io, sorpreso e sdegnato, quantunque molto meno anziano di loro, non mi potei trattenere dall'apostrofarli: "Ma come? Mentre gli studenti del vostro partito danno l'assalto a un vostro collega, che fa lezione, voi ve ne state in agguato cos1, senza dire una parola pen far cessare questa vergogna? " Quando queste parole mi furono uscite di bocca, ebbi l'impressione di aver passato il segno; ma mi rispose soltanto un balbettfo: rivedo ancora il mento del sindaco che tremava, senza saper trovar la risposta.4 2. Sicurezza garantita Le poche settimane, che passai fra il giugno e il luglio del 1925 in prigione a Roma e a Firenze, contano fra i tempi migliori della mia vita.5 O gradito riposo dopo tanti mesi di inquietudine continua! Quante esperienze inaspettate in quella vita cosf nuova per n1e! 4 Non mollare (1925), riproduzione fotografica dei numeri usciti con tre saggi storici di GAETANO SALVEMINI, ERNESTO Rossi, PmRo CALAMANDRLEaI, Nuova Italia, Firenze 1955, pp. 98-100. s Salvemini fu arrestato a Roma 1'8 giugno 1925 per complicità nella redazione e nella diffusione del foglio clandestino Non mollare. Per i particolari dell'episodio, si veda il volume Non mollare, cit., pp. 14 sgg. 587 BiblotecaGino Bianco

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