Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Memorie di un fuoruscito College, uno degli istituti che formano l'università di Londra. Chiesi il passaporto in primavera. Passa un giorno e passa l'altro, niente passaporto. Riescii a sapere (in Italia i segreti sono conosciuti tutti) che un fascistone fiorentino aveva messo il veto alla concessione. Scrissi a Umberto Zanotti-Bianco, pregandolo di riparare a Roma la bestialità che si commetteva a Firenze: che cosa avrebbe guadagnato· il regime, se io facevo sapere al rettore del King's College che dovevo rinunziare a tenere quel corso perché mi si negava il passaporto? ZanottiBianco andò a presentare il caso a Gentile, allora ministro della Pubblica istruzione nel Gabinetto Mussolini. Gentile ne parlò a Mussolini. Mussolini rispose: "L'ordine l'ho dato io, e rimane." L'uomo attribuiva a sé tutto quanto avveniva e non avveniva: non scontentava i seguaci sconfessandoli, e faceva credere alla propria onnipresenza. Quando Zanotti-Bianco mi comunicò il resultato della missione, gli scrissi su una cartolina: "Fa' dire al duce che domani l'altro sarò in Francia." E due giorni dopo ero in Francia. Niente di piu facile. Un amico di Milano mi mise in contatto con una persona che dimorava a Modane; questa venne al treno, mi fece scendere non dalla parte da cui scendevano tutti, ma dalla parte oppoc.ta, e. camminando sui binari, mi scortò a una porta. Qui il guardiano, ad un cenno del mio angelo custode, mi fece passare come una lettera alla posta. Era facile entrare in Francia, difficilissimo entrare in Inghilterra. M-a solo alla morte non c'è rimedio. C'era a Parigi un commercio, dicia1no cosf, regolare di passaporti, diciamo cosf, regolarissimi. Io ne comprai per 150 franchi, se la memoria non mi inganna - uno con tanto di firma assolutamente autentica del console Nardini (che fu ucciso anni dopo da un fuoruscito): non era un documento falso, ma un documento surrettizio, con quello entrai trionfalmente in Inghilterra. Detti le mie lezioni. Il Times di Londra pubblicò lunghi resoconti. E il testo intero lo mandai al Lavoro di Genova,2 il cui caporedattore, Ansaldo, era allora antifascista. Nel 1946, 23 anni dopo, quelle vecchie lezioni furono ripubblicate in volume in Italia, dalla Casa Barbèra, per iniziativa di Carlo Morandi. Cosi me le vidi ricomparire innanzi improvvisamente in America. Il fascistone fiorentino, sfidato nella sua onnipotenza, reagf col seguente articclo sulla Nazione di Firenze del 4 ottobre 1923: Il direttorio del Fascio di Firenze denunzia ai fascisti di tutta Italia che Gaetano Salvemini, colui che volle la guerra d'Italia per la Patria altrui, e che ne disertò la grande causa, colui che dopo la vittoria negò per la Patria altrui l'italianità dell'Adriatico, inizia il 9 ottobre nell'ateneo di Londra un corso di storia della nostra politica estera. Vittorio Veneto e la Marcia di Roma avranno, auspice il conte Sforza, grande 2 Apparve nei numeri 11, 18, 25 ottobre, 1, 8, 15, 22, 27 novembre, 7, 21 dicembre 1923, 2 gennaio 1924. 584 BiblotecaGino Bianco

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