Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" pianti necessari a renderci indipendenti dall'estero nella eventualità di crisi internazionali; sapremmo che il sacrificio della pubblica .finanza sarebbe compensato ad usura dai vantaggi che la economia nazionale ricaverebbe dalla .fine del protezionismo siderurgico. E lo stesso trattamento di statizzazione si dovrebbe fare alle fabbriche d'armi. Sono noti oramai a tutti, i pericolj che rappresenta per la pace dd mondo la industria privata degli armamenti. Le fabbriche d'armi, abbandonate alla iniziativa privata, non si limitano a produrre in un Paese quel tanto di armi, che occorre per i bisogni militari di quel Paese. La necessità di elevare i pro.fitti agli azionisti spinge gli amministratori delle fabbriche private a cercare ordinazioni all'estero: cioè le fabbriche di armi di uno Stato forniscono il materiale guerresco ad altri Stati, che possono trovarsi in guerra con lo Stato esportatore delle armi. E allora, ogni nave, ogni cannone, che una fabbrica privata colloca all'estero, costringe il paese esportatore ad aumentare i propri armamenti. Cioè le spese militari non sono stabilite liberamente dai Parlamenti e dai Governi; ma sono imposte dalle fabbriche private, le quali procurandosi ordinazioni in un Paese, costringono tutti gli altri paesi ad aumentare in proporzione le proprie spese. E tutti sappiamo quali enormi somme di danaro spendano continuamente le fabbriche d'armi, nella stampa gialla e nazionalista di tutti i paesi, per seminare sospetti e suscitare incidenti internazionali. Tutti sappiamo, per esempio, che in questo momento, in Italia, i giornali piu sfrenati nella campagna nazionalista, sono pagati dalle fabbriche d'armi. Insomma, fino a quando le fabbriche di armi non saranno monopolizzate dagli Stati, ma saranno abbandonate all'industria privata, noi avremo sempre questo fenomeno: che non sarà la politica estera, liberamente scelta dai Governi e dai Parlamenti, a determinare i limiti della politica militare; ma gl'interessi delle fabbriche d'armi imporranno ai Governi, per mezzo della stampa sussidiata e controllata, quella politica estera, che richieda una politica militare di larghe spese. I pericoli impliciti nella industria privata degli armamenti sono cos1 evidenti, che hanno dovuto riconoscerli .finanche i diplomatici, che hanno compilato i Trattati di Versailles e di Saint Germain. Nell'art. 8 di questi due trattati, infatti si legge: I membri della Società convengono che la fabbricazione di munizioni e di strumenti di guerra da parte di privati si presta a gravi obiezioni. Il Consiglio avviserà ai modi di prevenire gli effetti perniciosi di questa fabbricazione, col debito riguardo alle necessità di quei membri della Società, che non sono in grado di fabbricare le munizioni e gli strumenti di guerra necessari alla propria salvaguardia. Sono formule vaghe, anguillesche, non impegnative. Ma è già qualche cosa che gli inconvenienti della fabbricazione privata degli armamenti siano ufficialmente riconosciuti. Orbene, l'attuale crisi metallurgica dovrebbe condurci appunto alla 574 BiblotecaGino Bianco

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