Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Intorno al controllo operaio lendo riservarle per il caso di impossibile importazione; e Roma importava il ferro dai paesi soggetti, specialmente dalla Spagna. La nostra attuale politica siderurgica non dovrebbe essere diversa da quella di Roma: noi dobbiamo impedire l'esaurimento delle nostre riserve. Dobbiamo, per altro, tenere in esercizio le nostre miniere, per avere sempre pronte le maestranze da estendere in caso di bisogno; dobbiamo sfruttare le miniere con grande parsimonia in proporzioni assai ridotte, al solo scopo di tenere in funzione gli impianti; e dobbiamo acquistare all'estero, ai piu bassi prezzi possibili la materia prima per i nostri bisogni giornalieri, accumulandone una sufficiente riserva, per far fronte ai bisogni della produzione in caso di difficoltà, per alcuni mesi; - cioè per il tempo necessario ad estendere gli impianti nazionali, e moltiplicare le maestranze. Questa politica di cautela e di parsimonia non può essere fatta, se non attraverso la statizzazione delle miniere. Il secondo gruppo di aziende, che dovrebbero essere statizzate con l'aiuto di questa legge, è costituito dagli impianti siderurgici: i quali non si devono confondere, come spiega il Pontecorvo, con le officine meccaniche. Se noi approfittiamo di questa grande crisi, che attraversa l\ndustria del ferro, per statizzare la siderurgia ed eliminarne cosI gli interessi privati, che oggi' vi dominano, noi ci mettiamo in condizione di potere affrontare anche, con piena libertà di spirito, o almeno con una maggiore libertà di quella che abbiamo oggi, il problema del protezionismo siderurgico e meccamco. Perché, eliminati nella siderurgia gli interessi privati, ci sarebbe piu agevole lasciare libera, a suo tempo, la industria meccanica, di importare dall'estero il ferro e la ghisa, senza pagare quei dazi doganali senza cui oggi non può vivere la siderurgia privata. Faremmo, cioè, un passo gigantesco nella lotta contro il protezionismo doganale; perché la grande industria siderurgica è in tutti i paesi la principale rappresentante del pensiero protezionista: se essa è eliminata dalle file degli interessati, la falange protezionista viene ad essere sensibilmente indebolita. Gli impianti siderurgici statizzati continuerebbero· a funzionare per conto dello Stato. Sarebbero economicamente passivi; ma una industria siderurgica è necessario che esista, per gli stessi motivi per cui non sarebbe opportuno tenere del tutto inattive le miniere di materiale ferroso. Solamente occorrerebbe ridurre gl'impianti a proporzioni assai modeste, per quel tanto, cioè, che fosse necessario a tener su una maestranza capace di estendersi in breve tempo, in caso di bisogno. Il ferro, prodotto cosI in Italia in proporzioni ridotte, sarebbe utilizzato per i lavori di Stato (armi, navi, ferrovie, ecc.); e ci costerebbe piu caro del ferro che l'industria privata importerebbe dall'estero. Ma noi sapremmo tutti che questo sacrificio finanziario ci sarebbe imposto dalla necessità politica di conservare sempre in efficienza sotto mano gli im573 BiblotecaGino Bianco

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