Da "L'Unità" cristallizzata nella legge; ma in tutti gli altri casi non verrà applicato affatto - e sarebbe il minor male - o creerà fra imprenditori e lavoratori contrasti senza via di uscita, o sarà la maschera di nuove statizzazioni, o condurrà a collaborazioni capitalistiche-proletarie per salvare, a spese del Paese, industrie, come la siderurgia, che non hanno nessuna capacità di vita libera e sana. Per altro, noi non vorremmo limitarci ad osservare i fatti e i peri~ coli senza contribuire a porvi qualche riparo. E ci domandiamo se non sia il caso di avviare questa lotta, in cui sono chiusi padroni e operai metallurgici, alla soluzione di alcuni problemi centrali della nostra vita economica e politica. Le statizzazioni sono - siamo d'accordo - un guaio finanziario per lo Stato. Ma ci sono alcune industrie, per cui anche noi liberisti abbiamo sempre domandato le statizzazioni per ragioni polùiche, pur sapendo che la gestione statale è meno redditizia che la gestione privata. Ora per queste industrie noi dovremmo, in questo momento, andare piu in là del controllo operaio, e domandare senz'altro la statizzazione immediata, mentre per le altre industrie dovremmo volere che il controllo operaio fosse conquistato caso per caso con le facilitazioni, che la legge promessa sul controllo dovrebbe creare. Le industrie, per cui dovremmo esigere non il controllo operaio, ma la statizzazione, sono: a) le miniere di ferro; b) le officine addette alla prima lavorazione del minerale di ferro, alla fusione dei rottami, alla produzione della ghisa: le industrie siderurgiche, insomma; e) le fabbriche d'armi e mumz10ni, i cantieri per la costruzione di naviglio militare, e in genere tutte le imprese, che producono materiale guerresco. La statizzazione delle miniere di ferro avrebbe lo scopo di metter fine al gravissimo errore, commesso finora da noi, di consentire alla industria privata di sfruttare sfrenatamente gli scarsi depositi che abbiamo di minerali di ferro, conducendoli rapidamente verso l'esaurimento. L'Italia non possiede se non una minimissima parte dei giacimenti ferrosi conosciuti nel mondo. Il materiale elbano, se continuasse ad essere consumato, come negli ultimi tempi, si esaurirebbe in non molti anni. Alle stesse tanto decantate miniere di Cogne, i tecnici non attribuiscono che 5 milioni di tonnellate, che si esaurirebbero in breve tempo, se continuassero ad essere sfruttate come sono ora. Ora noi abbiamo interesse a non esaurire questa scarsa riserva di minerale, perché dobbiamo tenerla a nostra disposizione per il caso di una crisi internazionale che ci impedisse d'importare ferro dall'estero. Il Senato di Roma repubblicana - è una notizia, che ricaviamo dalla Storia naturale di Plinio - tenuto conto della scarsità del materiale di ferro in Italia, proibf che in Italia si sfruttassero le miniere di ferro, vo572 Bibloteca Gino Bianco
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