Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Liberalismo e socialismo matura educazione avvezzerà a distinguere dal capitalista e dal direttore tecnico l'iniziatore, il creatore dell'impresa, colui che deve prevedere le facilità degli acquisti e delle vendite, e che deve calcolare e organizzare tutti gli elementi della produzione, ottenendo il credito dai capitalisti e costruendo la gerarchia dei tecnici e dei lavoranti. Quanti medici e avvocati e deputati... liberali hanno un'idea chiara di questi rapporti? E dobbiamo far tacere in noi le simpatie pel movimento proletario, perché i proletari sono ignoranti... come i borghesi? Beninteso che il nostro scetticismo intorno alla efficacia delle teorie e dei sistemi individuali sull'andamento delle grandi correnti storiche, non ci esime personalmente dall'avere ciascuno di noi la sua teoria. Se, putacaso, il direttore dell'Unità dovesse rispondere alla domanda: "derivate da Smith o da Marx?", risponderebbe: "derivo da Smith, in quanto crea una teoria economica scientificamente sicura, non in quanto ignora il movimento di organizzazione del proletariato, che ai suoi tempi non esisteva, e che i suoi seguaci hanno guardato per lungo tempo con avversione o, nella migliore ipotesi, con indifferenza; derivo da Marx, in quanto ha costituito una teoria del movimento operaio e della lotta di classe, alle cui linee essenziali ed autentiche la esperienza di questo cinquantennio ha dato il suggello della realtà, non in quanto fabbrica una teoria economica del sopràlavoro, che è assolutamente sbagliata." Ma questa dichiarazione non avrebbe che un valore ... autobiografico, il quale interesserebbe forse l'amico N.P., ma non farebbe né caldo né freddo ai contadini pugliesi, che non sanno nulla né di Smith né di Marx, e il cui movimento di classe rappresenta per l'autore della sullodata dichiarazione un interesse assai superiore a quello che può essere contenuto nella lettura della Ricchezza delle Nazioni o de] Capitale. E a semplice scopo... autobiografico, il direttore dell'Unità sente il dovere di rettificare l'affermazione dell'amico N. P. che ideale teorico dell' Unità sia la piccola proprietà agraria lavoratrice. Né la piccola, né la grande proprietà agraria può essere un ideale teorico: le marcite della bassa Lombardia non possono essere rese produttive che dalle grandi masse di lavoro associato su vaste estensioni di terra, con l'aiuto di grossi capitali e con una direzione organizzatrice e tecnica senza cui il lavoro manuale non saprebbe che pesci pigliare; certe terre collinose a vigneto perderebbero buona parte della loro produttività, se non fossero tenute a piccola coltura e a piccola proprietà; la piantagione delle vigne in pianura, che dava i massimi risultati colla piccola proprietà quando le fosse si scavavano a forza di braccia, è diventata piu economica colla grossa impresa capitalistica, dopo che i trattori elettrici o a benzina consentono di sconvolgere la terra a grandi profondità con spese assai minori del lavoro umano. Nulla di assoluto neanche in questo! Certo è assai grave il pericolo della statolatria, che si manifesta in quasi tutte le scuole socialiste. Ma noi ancora non siamo arrivati a convincerci che i socialisti siano condannati in eterno a non vedere la oppo569 BiblotecaGino Bianco

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