Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" mente borghesi e conservatori: il progresso della analisi scientifica ha depurato oramai la teoria economica liberale di ogni filtrazione politica padronale. E il nostro amico avrebbe ragione, ma ... non del tutto: perché la teoria liberale, nella sua obiettività scientifica, riconosce con lo stesso grado di indifferenza sentimentale il fatto dell'azione padronale, quanto quello dell'azione proletaria. Noi, invece, non siamo scientificamente indifferenti fra queste due azioni: noi guardiamo con simpatia l'azione· proletaria, e riteniamo che sia nostro dovere aiutarla. Altra cosa - può incalzare il nostro amico - è il movimento operaio, per la conquista di migliori condizioni di vita, ed altro è il movimento socialista, che mira alla trasformazione della società in un determinato senso. Ebbene le nostre simpatie sono anche per il movimento socialista come tale, in quanto esso non mira soltanto, come il corporativismo, ad aumenti di mercede o a diminuzione di ore di lavoro, ma anche ad elevare la dignità dell'elemento lavoro, ed in quanto nel metodo della lotta di classe ha trovato la sola via di sviluppare il senso della solidarietà, ed una coscienza umana e politica in individui, ch'erano abbrutiti nel loro isolamento diffidente e servile. Noi quindi non possiamo rinunciare alle nostre simpatie ed alla nostra fede nella profonda giustizia e necessità di questo movimento, solo perché i suoi teorici ed i suoi propagandisti negano la funzione del risparmio ed il riconoscimento del merito individuale. Di queste affermazioni teoriche noi, lo ripetiamo, non crediamo di doverci preoccupare, perché la storia insegna che ogni nuova forma economica non ha mai distrutto ciò che v'era di utile e di vitale nelle forme precedenti; sicché l'avvenire vedrà quasi certamente coesistere la piccola proprietà, la piccolissima industria, l'artigianato e l'industria a domicilio con le grandi socializzazioni e le stesse nazionalizzazioni; né v'è alcuna necessità di scegliere fra risparmio individuale e risparmio collettivo, perché, a dispetto di tutti i teorici, anche il primo non potrà perdere mai del tutto la sua funzione economica. Chi osservi attentamente il movimento sociale italiano di questi ultimi tempi, non può non riconoscere quanto cammino abbia fatto la educazione economica delle nostre classi proletarie, sotto il pungolo delle esperienze, che le stesse eccitazioni rivoluzionarie hanno provocate. Non c'è piu operaio, che vi ripeta, per esempio, che il lavoro manuale è il solo fattore della produzione: tutti oramai sanno che senza la solidarietà del personale tecnico e amministrativo la macchina della produzione non cammina: il lavoro manuale non è che una ruota dell'ingranaggio, necessaria, ma non sufficiente. La occupazione recente delle fabbriche ha fatto vedere a tutti, dopo pochi giorni, che il credito, cioè l'anticipazione del capitale, è una necessità vitale non meno del lavoro manuale e del lavoro intellettuale. Una piu matura educazione economica, a cui dovrebbe provvedere la scuola e piu specialmente la scuola universitaria - ah, il tradin1ento che sono le università degl'interessi culturali del paese -, una piu 568 Bibloteca Gino Bianco

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