Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" il secolo o la generaz10ne di là da venire sono forse meno lontane che noi non crediamo! Nella Venezia Giulia l'azione di un gruppo "uni tari o," anche di pochi uomini, può essere prezioso. Studiare e far conoscere in Italia i problemi dei rapporti locali italo-slavi; denunciare gli errori della politica governativa; promuovere accordi fra i gruppi italiani desiderosi di convivenza amichevole con gli slavi e i gruppi slavi piu ragionevoli; com-· battere nelle file della gioventu lo spirito nazionalista, non in nome dell' ideale antinazionale, che è oggi la bandiera ufficiale del Partito socialista, e che spinge molti giovani al nazionalismo, ma in nome dello stesso ideale nazionale democraticamente inteso; appoggiare magari nelle elezioni il Partito socialista pur non facendone parte, come la forza piu capace di schiacciare il nazionalismo nella Venezia Giulia, di promuovere rapporti pacifici fra italiani e slavi, e di salvare l'Italia dal disastro di un nuovo irredentismo a rovescio pur illudendosi di essere fuori della Patria e contro la Patria. Tutto questo non è né piccolo, né inutile, né facile lavoro. E si può, anzi si deve fare, non dentro il Partito socialista, e non contro, ma fuori e accanto, anche se il Partito socialista lo rifiuterà, lo deriderà, cercherà di sabotarlo. La forza delle idee non si misura dal clamore degli uomini, ma dalla capacità di realizzazione, che essi portano in sé. Quelio, che diciamo ai nostri amici della Venezia Giulia, lo diciamo a tutti gli amici. Chi si sente veramente socialista rivolnz:_onario, entri nel Partito socialista; ma chi non trova una coincidenza fondamentale tra le su~ basi òi credenza e quelle del Partito socialista, non commetta l'errore di entrarvi sol perché ha la smania di "fare qualcosa," e- sol,> nd Partito soci~Esta chi non è né clericale né guardia regia, ha modo di "fare qu.ilcosa." Si può lavorare utilmente, anche rimanendo solissimi. Quel che importa, è di non mentire mai: né agli altri, né soprattutto a se stessi. Che fare?1 Postilla Le conclusioni a cm gmnge il Crespi rispondono ad un quesito che, in man!era piu o meno netta, ci siamo proposti noi tutti, o almeno quelli fra noi che alla corrente d'idee e all'indirizzo politico propugnati dall'Unità sono giunti dal socialismo. 1 Da "L'Unità," IX, n. 34, 19 agosto 1920. Postilla a firma "L'Unità" ad una lettera di Angelo Crespi, in cui questi caldeggia un ritorno o meglio una crescente e piu ampia "pratica adesione" al liberalismo classico, e non vede a questo ritorno un piu formidabile ostacolo che la illusione socialista in tutte le sue varietà. [N.d.C.] 560 Bibloteca Gino Bianco

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