Da "L'Unità" bacci, pur di continuare a vivere e sviluppare sempre meglio 1 suoi organi cancrenos1. Che f are?1Postilla Il consiglio è presto dato, se veramente il nostro antico lettore non si sente diviso dal Partito socialista che dal sospetto di esporsi, entrandovi, a mortificazioni e a sacrifizi. Il consiglio è cosf naturale che forse arriverà a destinazione, quando non ce ne sarà piu bisogno, perché già sarà stato seguito. Iscriversi subito al Partito socialista, accettando con animo forte e sereno le mortificazioni e i sacrifici individuali, in considerazione della utilità collettiva, che il nostro amico spera sia per scaturire dalla azione sua e dei suoi amici. Ma prima di fare il gran passo - se non l'ha già fatto - noi vorremmo che il nostro amico analizzasse ben bene il proprio spirito, e si domandasse se per avventura l'impulso, che lo porta verso il Partito socialista, si debba veramente o almeno prevalentemente a consapevoli e definitivi consensi positivi, piuttosto che ad una semplice rivolta negativa contro la stupidità e la immoralità di tutti i partiti cosf detti borghesi, o a quella inquietudine che viene in tutte le classi sociali suscitata dai disagi materali di questo penoso periodo di liquidazione e di assestamento succeduto al tragico sforzo della guerra. Nel largo favore, che il Partito socialista incontra oggi in Italia, sembra a noi evidente che le adesioni dovute a veri e propri consensi positivi sieno assai meno numerose di quelle dovute a scatti di malcontento morale e di disagio materiale. Si è socialisti per protestare piu che costruire: che cosa avverrà di queste adesioni fra cinque anni, se la vecchia società borghese riescirà a riassestarsi, sarà interessante vedere. E piu interessante ancora sarà vedere quante tra queste reclute subitanee del Par1 Da "L'Unità," IX, n. 19, 8 maggio 1920. Postilla a fuma "g. s." È la risposta alla lettera di un giovane "antico lettore dell'Unità," che espone a S. la "crisi di coscienza" non solo sua, ma di "molti cosi detti intellettuali della Venezia Giulia." Le moltitudini, egli dice, si dividono fra clericali e socialisti ufficiali. La vecchia borghesia liberale, irredentista, si butta nelle braqcia del Partito clericale, per paura dell'assalto socialista. Un partito democratico, diciamo di centro-sinistra, che avesse la funzione di un partito socialista riformista degno di questo nome, non esiste nella Venezia Giulia, come del resto nelle altre regioni italiane. "Il nostro passato irredentista ci impedisce di andare coi socialisti. Eppure, i migliori fra noi si sentono oramai socialisti. Non rinneghiamo il nostro passato. Ma l'irredentismo e la guerra sono ormai fatti superati [ ... J. Una repugnanza invincibile ci divide dalla borghesia nazionalista e strozzina." L'unico campo di azione sarebbe pertanto il Partito socialista; e forse, entrandovi, si potrebbe contribuire ad accelerare la trasformazione. "Che fare, dunque? Una tua parola, un tuo consiglio, cara Unità ci riescirebbero assai graditi [ ... ] . Noi sappiamo benissimo che il Salvemini, che è poi L'Unità a cui in questo momento ci rivolgiamo, si è staccato da molti anni dal Partito socialista. Ma sappiamo anche che egli è capace di disoutere il problema, astraendo dalle sue condizioni personali, e mettendosi nei panni di giovani come noi siamo." [N.d.C.] BiblotecaGino Bianco
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