Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" Confronti odiosi1 Da un articolo, pubblicato da Carlo Maranelli nel Corriere delle Puglie, ricaviamo i seguenti dati di fatto, che sottoponiamo all'attenzione di tutti coloro, che credono ancora in buona fede possibile un dispotismo bu- · rocratico (baittezzato come "economia associata") il quale non funzioni a base di favoritismi ed iniquità. La provincia di Bari, in seguito alla maggiore assegnazione di grano fattale per i gravissimi tumulti di Andria del 2 dicembre, ha visto crescere la sua dotazione di grano tenero per panificazione a 90 mila quintali mensili, i quali aggiunti ai 19 mila quintali di grano duro per pasta, formano una assegnazione mensile di 109 mila quintali di grano. Dunque, se l'aritmetica non è un'opinione, anche dopo il recente aumento l'assegnazione di grano nella provincia di Bari è in ragione di circa 140 kg annui per abitante, Nella provincia d'Ancona, invece, l'assegnazione sale a kg 135 annm per abitante; ma è risaputo che là vige la mezzadria e che ognuno dei componenti la popolazione agricola, cioè i 4/5 della intera popolazione, ha a propria disposizione altre e notevoli quantità di grano, inevitabilmente sfuggite alla requisizione ed al contingentamento. Nella provincia di Reggio Emilia ascende a 2 quintali annui per uer mo rurale, a 180 kg per donna rurale, a 160 per fanciullo ruraìe, a 130 per abitante urbano di qualunque età e sesso. E nella provincia di Ravenna le persone dedite a lavori agricoli di fatica, ma che non prendono parte al prodotto, ricevono 2 quintali a testa di grano; i professionisti e i membri di famiglia di artigiani agricoli che non compiono lavori faticosi ricevono 130 kg. In provincia di Cuneo la popolazione non produttrice di grano riceve 1 quintale e 1/2 di grano all'anno e ·quella produttrice, quintali 1,60.. In tutti questi casi la razione media è superiore a quella di Bari. E perché? In provincia di Cremona i produttori e coltivatori hanno assegnato, è vero, un solo quintale annuo di grano e 120 kg gli altri; ma non dobbiamo dimenticare che qui siamo in pieno regno della polenta, e che a ciascuno sono assegnati altri 90 kg annui di granturco. La sperequazione fra Bari e le province citate è stridente, ed essa appare tanto piu grave quando si badi che essa è ai danni d'una popolazione come quella pugliese, che vive quasi esclusivamente di solo grano. Pane e pasta, pasta e pane formano il circolo chiuso dell'alimentazione dei nostri contadini, dei nostri operai, ai quali sono quasi affatto sconosciute non solo le alimentazioni carnea e lattea generalmente diffuse fra le popolazioni di quelle altre province, ma anche il riso e la polenta. Lasciamo da parte quest'ultima, quasi affatto sconosciuta in terra di 1 Da "L'Unità," IX, n. 2, 8 gennaio 1920, senza firma. [N.d.C.] 552 BiblotecaGino Bianco

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