Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Fiducia e sfiducia sercito, 1n cui i corpi di armata sono portati da 12 a 15? Prima della guerra, c1 si novellava che il cuneo del Trentino e il pessimo confine dell'Iudrio ci obbligavano a tenere sotto le armi 12 anzi che 9 corpi d'armata: oggi, il cuneo del Trentino non c'è piu, e il confine giuliano, per quanto non perfetto in via assoluta, sarà molto migliore del vecchio confine friulano; e ad est dell'Italia, in luogo di uno Stato di 50 milioni di abitanti, abbiamo un mosaico di Stati, i quali per lunghi anni saranno paralizzati dalle difficoltà interne, anche se riesciranno a conciliare i reciproci sospetti. D'altra parte, non esiste piu la Triplice, che nelle convenzioni militari aggiunte al trattato impegnava l'Italia a mantenere 3 corpi d'armata a disposizione delle alleate. Dunque i corpi d'armata dovrebbero, anzi che portati da 12 a 15 essere ridotti da 12 almeno a 9. Contro chi debbono servire i 6 corpi d'armata evidentemente non necessari alla difesa del Paese? La politica militare è lo strumento della politica estera: di quale politica estera è strumento questa politica militare? Che se dalla politica estera e militare passassimo a domandarci quale sia la politica doganale, e tributaria, e burocratica, e scolastica, e locale del ministero, i motivi di dissenso si moltiplicano ad ogni passo. In queste condizioni come votare la fiducia? Anche l'onorevole Giolitti, dopo tutto, in quei dieci minuti, in cui presentò' con cos1 scarso successo la sua candidatura alla successione dell'onorevole Nitti, fece dichiarazioni soddisfacenti quanto quelle dell'onorevole Nitti sui rapporti italo-slavi; lasciò lo stesso velo impenetrabile sulla futura situazione, che l'Italia intende assumere fra la Germania e i suoi nemici di ieri; ma aggiunse dichiarazioni ottime contro il nuovo ordinamento dell'esercito, e contro i trattati segreti; e votò addirittura l'ordine del giorno, che invitava il Governo a non fare piu decreti legge e a pubblicare un Libro verde di documenti diplomatici sulla neutralità, sulla guerra, sulle trattative di pace, rimanendo in minoranza coi socialisti, col .Gruppo di rinnovamento, coi repubblicani. Eppure noi manifestammo la nostra ostilità contro di lui con quei soli mezzi, che erano a nostra disposizione, cioè a furia di urli; facemmo naufragare il trionfo, che era stato preparato dai suoi amici, palesi e occulti: e il Corriere non è rimasto scontento di questa intransigenza. - Perché? - Perché le dichiarazioni valgono un bel nulla, se tutto l'insieme dell'azione di un uomo politico non ispira la fiducia. E l'onorevole Giolitti non ispira fiducia. Votando contro il Ministero Nitti - potrà chiederci il Corriere - che cosa volevate ottenere? Ammettiamo che l'aveste abbattuto. Che cosa ne sarebbe nato? Una crisi confusa e disordinata, senza nessuna designazione per l'indirizzo politico del successore, crisi nella quale avrebbero pescato nel torbido nazionalisti, clericali, giolittiani, radicali e generi simili; la crisi avrebbe sorpresi gli elementi nuovi della Camera, mentre sono ancora stonati, disorientati, non assimilati fra loro: sarebbe stata sfruttata dai relitti della vecchia oligarchia parlamentare, sopravvissuti alle elezioni 549 Bibloteca Gino Bianco

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