Da "L'Unità" tavia pronto a snudare il brando: e certi giornalisti, che in caso di guerra sanno di essere imboscati e che sono pagati dagli Stati maggiori e dalle fabbriche d'armi, cercano di far credere in tutti i paesi che tutti i popoli sono spasimanti dal desiderio di ricominciare. Ma se qualcuno si attentasse a ricominciare, sentirebbe la musica! E un sentire di questa condizione degli animi in tutto il mondo deve averlo anche l'amico Giuliano, nonostante che egli non soffra nessuna malattia di astrattismo umanitario inter~ nazionalistico, e viva tutto nel cielo dell'aria ossigenata, dove non arriviamo noi miseri oppressi dall'asfissia anglosassone. Infatti il Giuliano non osa neanche lui dire chiaro e tondo che dobbiamo fare una nuova guerra per vedere se Fiume debba essere annessa, o protetta, o mandata all'Italia: si limita a fare una circolocuzione, scrivendo che "la questione ci può portare domani di fronte alla possibilità di risoluzioni supreme": dove quel domani può significare tanto oggi quanto fra cinquant'anni, e le risoluzioni supreme possono essere anche del genere di quella dell'onorevole Raimondo, che dopo avere fatto un chiasso del diavolo contro chi non accettava l'idea dell'annessione senz'altro, dichiarava che l'annessione senz' altro non era consigliabile. Questo stato d'animo, la cui esistenza costringe finanche un uomo come il Giuliano ad una ... circonlocuzione, spiega perché oggi ridea della Società delle nazioni sia cosf tenace negli animi, nonostante il sabotaggio che gli uomini di governo dell'Intesa ne hanno fatto nel Congresso di Parigi. Il Giuliano non crede alla possibilità della Lega delle nazioni. Ed è naturale: quando si crede il "Deutschland iiber alles" sia pure tradotto in italiano, non è possibile avere simpatie o ammettere la possibilità della Lega delle nazioni. Solamente, vorremmo che un uomo di coltura e d'ingegno, come il Giuliano, non ripetesse la sciocchezza messa in circolazione dai salariati dell'onorevole Orlando in questi ultimi sei mesi, cioè non appena si cominciò a vedere che spirava controvento dall'America, la sciocchezza, -cioè, che la Lega delle nazioni sia una utopia anglosassone. Benedetto Croce ha trovato che è un'utopia francese. Altri, meno colti e intelligenti del Croce e del Giuliano, hanno .scoperto che è utopia tedesca, o russa; Giuseppe Mazzini era italiano. La verità è che l'idea della Società delle nazioni è un'utopia dello spirito umano, come l'idea del "Deutschland iiber alles" è un' utopia dello stesso spirito umano, che si è sempre dibattuto tra queste due utopie. In questo momento, certo, la Società delle nazioni, quale è stata sabotata a Parigi, d'accordo coi pescicani latini di Francia e d'Italia, da quei pescicani anglosassoni, a cui secondo l'amico Giuliano essa starebbe tanto a cuore, la Società delle nazioni sembra funzionare oggi a vantaggio degli anglosassoni. Ma badiamo bene. Ci sono - quante volte dobbiamo ripeterlo! - due diverse maniere di intendere la Società delle nazioni. L'una è costituita da una specie di fanciullesco comunismo internazionale, 544 BiblotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==