Discussioni "extra moenia" in cui tutti gli uomm1 mangiano bene, bevono meglio, si abbracciano ad ogni svolto di strada, si regalano a vicenda le materie prime, sono preoccupati solamente dal pericolo che ci sia nel mondo qualche popolo non felice e non contento. Questo è stato il trucco inventato dai giornali degli Stati maggiori e delle fabbriche d'armi per far naufragare la vera Società delle nazioni, eccitare l'entusiasmo e le speranze degli ingenui per siffatto fantoccio contraffatto: in modo che rivelandosi impossibile a realizzare questa caricatura di Società delle nazioni, la buona gente perdesse ogni fede nell'idea della pace, e lasciasse il terreno libero ai trafficanti del sangue umano. Ma c'è un'altra Società delle nazioni, piu modesta, piu pratica: è la costruzione giuridica, in cui cerca di concretarsi la convinzione che la guerra è la piu stolta delle intraprese politiche ed economiche: può essere doveroso affrontarla se provocata da altri; è stupido, oltre che malvagio ·provocarla. Da questo sentimento, divenuto ormai universale per la esperienza della guerra testé finita, è nato il programma di costringere tutte le Nazioni a un patto comune, che le obblighi a risolvere coll'arbitrato tutte le loro controversie, a limitare gli armamenti, a vietare la fabbricazione privata di tutto il materiale di guerra. E questo sentimento è cos1 profondo e potente oramai, che i malfattori riuniti al Congresso di Parigi, per quanto abbiano fatto per sottrarsi alla pressione di esso, facendo leva sui sentimenti nazionalisti, hanno dovuto pur concedergli qualcosa. E questo qualcosa è oramai consacrato in un trattato internazionale, che l'Italia ha firmato ed ha il dovere di eseguire in buona fede, salvo che il famoso piu sacro valore non implichi anche la sistematica slealtà di firmare i trattati colla intenzione di infischiarsene. Non siamo, dunque, amico Giuliano, di fronte a un'utopia. Siamo di fronte a una realtà, sia pure rudimentale. Tu cerchi di sabotare questo primo germe di Società delle nazioni, perché ci tieni al piu sacro valore. Noi lo difendiamo e cerchiamo èli rafforzarlo e svilupparlo, perché per noi la patria è un valore sacro, ma non è il piu sacro, e sacro quanto il valore della patria è quello dell'umanità. Cento anni or sono, i piu consideravano come il piu sacro valore quello del Regno di Sardegna e del Reame di Napoli; mezzo migliaio di anni or sono, il piu sacro valore era quello della Repubblica di San Marco o della Repubblica di Genova; molti piu secoli prima, il piu sacro valore era quello della tana, in cui il selvaggio nascondeva i neonati e il fuoco. I sacri valori si spostano di cerchio in cerchio sempre piu grande. Una patria, che pretenda di essere oggi, essa, il piu sacro valore ad esclusione delle altre, non deve fare altro che specchiarsi nella Germania e vedere il suo destino di domani. Que.sta costruzione giuridica internazionale, diretta ad assicurare l'arbitrato e il disarmo, non ha la pretesa di rendere tutte le Nazioni eguali di fatto, oltre che di diritto. Chi è forte è forte, e chi è debole è debole. La Società delle nazioni obbliga solamente forti e deboli a non farsi la guerra. Ecco tutto. Ed è tutta a vantaggio dei piu deboli. E l'Italia, piaccia 545 BibliotecaGino Bianco
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