La riforma elettorale nella lista ufficiale; ebbene alcune centinaia di clericali o di liberali poco leali, che preferissero nella Camera, come meno pericoloso, Serrati a Turati, non dovrebbero fare altro che dare i loro voti di preferenza a Serrati e agli altri candidati socialisti dello stesso colore, perché Turati scendesse in fondo alla lista e minacciasse di non essere ·eletto. - A questo pericolo, i partiti cercheranno di opporsi presentando solamente tanti candidati quanti sperano di far riuscire, in modo che il gioco delle preferenze non possa eliminarne alcuni e favorirne altri. Ma quale partito, per quanto bene organizzato, può calcolare con sicurezza i resultati di una lotta elettorale a rappresentanza proporzionale? 2) Si è creduto di limitare la tendenza dell'elettore a dare voti di preferenza individuale fuori della propria lista, stabilendo che questi voti extravaganti abbiano anche il valore di frazioni di voti di lista. Dato per esempio un collegio di dieci deputati, l'elettore clericale, che dopo avere · votato per la sua lista, dia un voto di preferenza ad un candidato socialista, è avvisato che questo voto va anche a vantaggio della lista socialista come· 1/10 di voti di lista: cioè danneggia di 1/10 nella gara per la conquista dei quozienti la lista propria. - Ma non è stato completato il sistema con la clausola che quel decimo di voto di lista, che l'elettore clericale dà alla lista socialista, deve essere sottratto dalla lista clericale. - Le conseguenze di questo sistema possono essere gravissime. Un partito, per esempio che conti in un collegio di 10 deputati SO mila elettori e che preveda l'affluenza di 100 mila elettori alle urne, può prevedere di conquistare cinque seggi se presenta una unica lista, cioè se combatte lealmente. Ma il sistema adottato dalla Camera, permette al partito di presentare non una lista sola, ma due liste, dividendo gli elettori fra le due liste (quelli di dati comuni per una lista e quelli degli altri comuni per l'altra), e moltiplicando artificiosamente i voti, col gioco delle -preferenze extravaganti. Cioè il partito presenta due liste: una di quattro nomi, e una di due nomi, dando ai 40 mila elettori, che voteranno la lista di quattro nomi, la voce di assegnare un voto di preferenza individuale extravagante alla lista di due nomi e viceversa dando agli elettori di questa seconda lista, l'ordine di dare un voto individuale alla prima. Il resultato sarebbe che la prima lista avrebbe 40 mila voti di lista, piu 10 mila voti individuali extravaganti, che corrisponderebbero a 1000 voti di lista; la seconda avrebbe 10 mila voti di lista, piu 40 mila voti individuali extravaganti, equivalenti a 4000 voti di lista. I SO mila elettori, insomma, peserebbero sul totale dei votanti come 55 mila votanti, e potrebbero sperare di vincere con sei nomi, anzi che con cinque. - Il giochetto avverrà, nelle prossime elezioni, specialmente fra i deputati· uscenti. Questi dovranno per decenza dividersi in liste diverse; in provincia di Cuneo per esempio, non è possibile che Giolitti sia portato nella lista clericale e nella lista socialista. Ma il gioco delle preferenze extravaganti consentirà a clericali e giolittiani di combattersi per burla: gli uni e gli altri presenteranno lista incompleta, e gli uni daranno tutti i loro voti 541 BibliotecaGino Bianco
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