Da "L'Unità" sotto altre forme. La guerra esterna per la salvezza è diventata lotta interna per la riorganizzazione del Paese. Guai a noi, se venissimo meno ai nostri nuovi doveri. Allora sf che diventeremmo gli assassini dei nostri morti: perché contribuiremmo, con la nostra inerzia, a far s1 che fossero morti invano. La riforma elettorale1 È stata varata, finalmente. E, tutto compreso, è risultata assai meno imperfetta di quanto le opposizioni palesi ed occulte potessero far temere. L'Unità può essere contenta dell'opera propria. Questo giornaletto di "idealisti," di "professori," di "dottrinari," ha dimostrato ancora una volta di possedere il fiuto delle realtà e delle possibilità assai piu di certi "uomini pratici," che non vedono un palmo al di là del proprio naso, e arrivano sempre o dieci anni prima o il giorno dopo. Con questo, non crediamo davvero di aver toccato il cielo col dito. Il Parlamento ha funzionato finora male, non solo perché era eletto male, ma anche perché era costruito in sé male; perché accentrava troppe funzioni, pretendeva dai deputati una infinita dottrina, li aggravava di responsabilità, a cui nessun uomo potrebbe tener testa. Corretto il primo malanno, resta il secondo, che è il piu profondo e il piu difficile a riparare. E presto intendiamo affrontare anche questo problema: alcuni anni di studi e di propaganda testarda, e poi, anche contro questa muraglia, una intransigente campagna di colpi finali. Né intendiamo considerare la riforma elettorale come definitiva. Essa ha alcuni difetti gravi, che occorrerà correggere senza ritardo, approfittando dell'esperienza, che se ne farà nella prossima lotta elettorale. Questi difetti sono tre. 1) Il panachage, scacciato dalla porta, è rientrato dalla finestra, sia pure attenuato. L'elettore darà il voto di lista e un voto di preferenza tra i candidati della sua lista: e fin qui va bene. Ma potrà anche dare alcuni voti individuali di preferenza a candidati di altre liste. Cioè gli elettori di un partito contribuiranno a classificare in ordine di merito i candidati degli altri partiti! Potrà darsi, per esempio, che il Partito socialista ufficiale presenti in· provincia di Milano una lista di dieci candidati, fra cui Turati e Serrati, e tutti gli elettori del partito voteranno disciplinati per la lista senza voti di preferenza, mettendo l'ordine stabilito 1 Da "L'Unità," VIII, n. 34, 21 agosto 1919, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 540 BiblotecaGino•Bianco
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