La rotta di Caporetto riodo della neutralità, tali rimasero anche durante la guerra. E in una prova cosI terribile e lunga, la disunione delle classi dirigenti intensificò il disorientamento e la mala volontà di un popolo, per cui questa era la prima vera guerra nazionale dopo quindici secoli di abiezione servile e di frazionamento politico. E fra gli interventisti, troppa gente s'immaginò che la guerra si potesse vincere con la retorica degli ordini del giorno e con le goffe e balorde mistificazioni dei giornali; e considerò il soldato come bestia da soma senza pensiero, che avesse l'obbligo di farsi ammazzare sempre senza ragionare mai. Gli uomini di governo o non vollero la guerra (giolittiani, socialisti, clericali), e quanto piu questa si rivelava lunga e difficile, tanto piu essi si compiacevano di non averla voluta, preparando le vendette contro gl'interventisti, e cosI contribuivano a intensificare la fiacchezza del paese: - oppure dopo avere voluta la guerra, riconoscendone la necessità, ne temevano le responsabilità (Orlando), e speravano di attenuarle, mostrandosi remissivi verso gli avversari della guerra; e cos1 contribuirono ancb' essi al progressivo infiacchimento dello spirito pubblico; - oppure ebbero il coraggio di assumere le proprie responsabilità (Salandra, Sonnino), ma non sentirono la guerra che come guerra di "sacro egoismo," parentesi nella storia della Triplice, dopo la quale, ottenuti i territori contestati, nulla avrebbe impedito all'Italia di ritornare nella Triplice, se l'Intesa non avesse pagato una sufficiente mancia coloniale. CosI da un lato impostarono moralmente la guerra di fronte al popolo in una maniera che il popolo non poteva sentire, o comprendendola doveva sentirne ripugnanza; e dall'altro le dettero un orientamento diplomatico, da cui nacquero lunghe e sanguinose difficoltà militari (illusione di fare la guerra all'Austria evitandone lo smembramento e accordandosi con essa a spese degli Slavi, quindi trattato di Londra, che rafforzò l'Austria, spingendo verso di essa croati e sloveni, e disorientò serbi e greci; - divieto fatto a Cadorna di mandare 75 mila uomini in aiuto della Serbia nell'ottobre 1915; imposizione, invece, della disgraziata operazione di Durazzo per avere nelle mani un "pegno" negoziabile per il momento in cui, mancata la vittoria decisiva, occorresse venire a compromessi; - non avere appoggiato nel gennaio 1917 Cadorna e Bissolati, concordi. con Lloyd George, contro gli Stati maggiori di Francia e d'Inghilterra, e avere rinunziato a una concentrazione di grandi forze alleate sul nostro fronte, che avrebbero dato ben altro resultato alle offensive del maggio e agosto 1917; ma la "nostra guerra" doveva rimanere tale, affinché fosse possibile nell' ora delle trattative di pace presentarsi in condizione di "neutralità armata" fra gl'Imperi centrali non disfatti e l'Intesa non vincitrice; - avere sostenuto in Grecia il regime costantiniano contro Venizelos, ecc. ecc.). La gerarchia militare, quale si era costituita in un cinquantennio, in cui aveva goduto di piena autarchia, aveva assorbito e organizzato, specialmente nei gradi superiori, tutt'altro che la "parte piu sana," della Nazione: salvo magnifiche ma rare eccezioni individuali, che avevano saputo 537 BiblotecaGino Bianco
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