Perché non aderisco alla Lega inteso che i partltl militaristi e nazionalisti non si sono dimostrati in nessun luogo meno inetti dei partiti democratici. È stato per tutti un gioco a mosca cieca lugubre e rovinoso. Ma è magra consolazione! Della quale non ha bisogno, beato lui, il Partito socialista ufficiale italiano: aspetta sempre dal cielo l'ora della palingenesi universale: in.tanto si lascia saccheggiare e bruciare l'Avanti! e fa la ricevuta.3 Il Levi non approva l'opera della nostra Lega, in quanto prevede che sarà diretta a suscitare nuove forze politiche, la cui azione sarà contraria a quella del Partito socialista ufficiale. E in questo ha un po' ragione e un po' torto. Il Partito socialista ufficiale italiano agisce politicamente come se la classe lavoratrice italiana fosse formata dai soli operai industriali e dai braccianti agricoli della zona Genova-Torino-Milano-Ravenna. Alle esigenze immediate di questa minoranza sacrifica i diritti di tutto il resto delle classi lavoratrici italiane. Esso è la organizzazione politica di una minoranza di lavoratori manuali, che si sono costituiti in oligarchia alleata con la grossa borghesia capitalistica per lo sfruttamento di tutto il resto della Nazione italiana. L'alleanza è consapevole e sistematica nei deputati e nei condottieri delle organizzazioni di resistenza e delle cooperative; è inconsapevole nei gruppi che si credono rivoluzionari perché fanno baccano, ma che con le loro minacce di disordini, dietro a cui non c'è nes- ' sun programma di politica positiva, aiutano i deputati e i condottieri a strappare al Governo privilegi sempre nuovi a vantaggio della oligarchia. Se in Italia ci sarà mai una democrazia sul serio, la sua funzione sarà quella di appellarsi a tutte quelle forze lavoratrici, di cui il Partito socialista ufficiale non ha voluto occuparsi: in prima linea agli agricoltori, specialmente dell'Italia meridionale. Appellarsi a queste forze, non per associarle a quelle dei partiti conservatori contro gli operai delle industrie (questa è l'azione dei clericali); ma per costringere la oligarchia socialista a una politica meno egoista e meno parassitaria. Altra via non c'è per far mutare rotta alle leghe e alle cooperative socialiste. Né l'antagonismo nasce dal bisogno, che debbono sentire le zone lavoratrici, trascurate e sfruttate dal Partito socialista, di difendersi contro lo sfruttamento: l' antagonismo nasce dall'azione del Partito socialista, che ha organizzato quello sfruttamento nella legislazione scolastica, nella legislazione doganale, nei lavori pubblici, nella legislazione sociale, in tutta la politica italiana. Riusciremo, noi, che cominciamo a raggrupparci nella Lega, a stabilire un largo contatto fra noi e quella maggioranza delle classi lavoratrici italiane, che sono sfruttate dalla organizzazione governativa e dalle organizzazioni pseudo-rivoluzionarie? - Forse che sf, forse che no. - Ma un punto è chiaro e certo: che se è vero che una democrazia sincera deve cercare di realizzare le aspirazioni legittime di tutte le classi lavoratrici, 3 Il 15 aprile 1919 l'" Avanti!" di Milano fu assalito dalle squadracce fasciste e la sua sede venne devastata e incendiata. [N.d.C.] 535 BiblotecaGino Bianco
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