Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" Perché non aderisco alla Lega.1 Postilla La collaborazione di un uomo come il Levi2 sarà sempre la benvenuta nel nostro giornale: il quale non chiede a nessuno dei suoi scrittori la tessera di nessun partito e neanche della Lega: chiede solamente buonafede e serietà. Quanto al pensiero del Levi, il quale trovandosi piu o meno a suo agio nel Partito socialista ufficiale, non crede di poter aderire alla Lega, noi lo troviamo perfettamente giusto ... dal punto di vista del partito, in cui il Levi è soddisfatto di militare. Come abbiamo piu volte osservato, chi in uno dei partiti tradizionali della democrazia trova su per giu tutto quanto può soddisfare le sue aspirazioni intellettuali e morali, non può sentire nessun bisogno di far parte della Lega democratica: la quale è sorta per iniziativa di quei democratici, che non hanno nessuna fiducia in nessuno dei partiti esistenti, oppure sono insoddisfatti dell'azione politica del partito, in cui continuano a militare come in un meno peggio. E giusta è pure l'affermazione del Levi che la democrazia deve riempire le sue fonnule astratte col preciso contenuto delle aspirazjoni delle masse lavoratrici, e che la democrazia non è riuscita a imporre il suo programma ai manipolatori della Conferenza di Parigi, perché non ha saputo farsi attiva e risoluta interprete dei bisogni delle classi lavoratrici. Ma quale programma sono riusciti a imporre ai Governi durante la Conferenza di Parigi, i Partiti socialisti, piu o n1eno ufficiali, che pretendono avere il monopolio della rappresentanza delle classi lavoratrici? Dal voto dato ai crediti militari dalla socialdemocrazia tedesca nell'agosto del 1914, alla impotenza assoluta rivelata in Inghilterra, in Francia, in Germania, in Italia in questi ultimi otto mesi, la storia di tutti i Partiti socialisti che altro è ormai, in questa crisi dell'umanità, se non una successione di insuccessi colossali? È vero che c'è Lenin in Russia; e c'è Béla Kun in Ungheria. Ma mentre i Governi dell'Intesa si associano per strozzare Lenin e Béla Kun, dove sta di casa il proletariato rivoluzionario dell'Intesa? La verità è che in questa grande tempesta, che tutti ci travolge, nessun gruppo della democrazia, socialista e non socialista, ha rivelato una capacità di pensiero e di azione adeguata alle necessità del n1omento. Ben 1 Da "L'Unità," VIII, n. 25, 21 giugno 1919. Postilla, a firma "L'Unità," a un articolo di Alessandro Levi, Perché non aderisco alla Lega, in cui questi spiega i motivi per cui non Qonsente con la Dichiarazione dei principi uscita dal Convegno di Firenze degli amici de "L'Unità," tenutosi il 17, 18 e 19 aprile 1919, e non aderistt aHa Lega democratica per il rinnovamento della politica nazionale, che vi era stata fondata ("Non credd che chi milita nel Partito socialista possa aderire alla Lega, organismo, se non ancora partito, politico"). [N.d.C.] 2 Levi Alessandro (1881-1953), studioso di filosofia del diritto, fu professore universitario dal 1920. Dimesso dalla carica nel 1938 in seguito alle persecuzioni razziali, si rifugiò in Svizzera, dove insegnò nei corsi organizzati per i rifugiati italiani presso l'università di Ginevra. Tornato in patria nel 1945 fu chiamato a insegnare nell'università di Firenze. [N.d.C.] 534 BiblotecaGino·sianco

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