Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

"Unità" e "Volontà" prio da queste idee! Ma caso per caso abbiamo cercato di fare qualcosa di piu che ripetere questi principi astratti, che diventano luoghi comuni quando sono continuamente ripetuti in astratto: abbiamo cercato di spiegare, a coloro che credono in quei principi astratti, quel che debbono fare caso per caso per impedire che nelle soluzione dei problemi concreti prevalga il pregiudizio comune che lo Stato debba far tutto, che il tavolo del graffiacarte valga piu del desco del ciabattino, ecc. ecc. Ma questo non serve a nulla - insistono gli scrittori di Volontà -: bisogna che la gioventu sia già educata nelle scuole in modo che non esca sognatrice, o utopistica e statolatra: e questa non è questione di stipendi, di edifici scolastici, e neanche questione di uomini: "la scuola deve dare modo allo scolaro di creare la sua vita." Ecco il secondo problema, che Volontà guarda "con animo diverso" da L'Unità: il problema scolastico. Ma l'affermazione che "la scuola deve dare agio allo scolaro di crearsi la sua vita," è - ce lo consentano gli amici di Volontà - vecchia come il mondo: è tanto vecchia che la ripetono finanche i deputati "amici della scuola" alla Camera: tutti i piu scemi manuali di pedagogia fanno imparare a n1emoria ai futuri maestri che "la scuola deve dare modo allo scolaro di crearsi la sua vita": eppure la scuola è quello che è! Questo, se non c'inganniamo, ci conduce a concludere che anche nel problema scolastico non basta affermare una verità astratta, come quella; che anzi non è necessario nemmeno affermarla, perché è presupposta da chiunque si· occupa di problemi educati.vi: bisogna studiare che cosa si deve fare caso per caso da chi vuole che quel principio sia realizzato nella scuola: ed ecco tutta una serie di problemi concreti: preparazione degl'insegnanti, libri di testo, metodi d'insegnamento, e fra questi problemi c'è anche quello degli edifici scolastici e quello degli stipendi degl'insegnanti (di cui - sia detto di passaggio - L'Unità non si è quasi· mai· occupata!). E fra questi problemi c'è anche quello del metodo Montessori. Del quale, ' . . . . . e vero, noi non c1 siamo occupati mai. Ma se ci mettessimo a enumerare i problemi, di cui L'Unità non si è occupata, altro che il metodo Montessori ci si dovrebbe rimproverare! Sono milioni i problemi, di cui non ci siamo mai occupati. Perché L'Unità è un piccolo giornale, che può stampare al piu otto pagine settimanali. E anche se potessimo stampare sedici pagine settimanali o - Dio guardi! - trentadue, L'Unità è scritta anch'essa da poveri cristi, tutt'altro che enciclopedici, a cui non è giusto (ecco un altro problema... morale) rimproverare che non si sieno occupati finora di tutti gli infiniti problemi dell'universo! Chi ci rimprovera, dunque, di non esserci ancora occupati del metodo Montessori, rimproveri un po' anche se stesso: perché non spiega lui nell'Unità che cos'è quel metodo, e perché è necessario adottarlo, e come si deve fare a generalizzarlo, ecc. ecc.? Riassumendo, noi non riusciamo a vedere in che cosa gli scrittori di Volontà differiscano dagli scrittori di Unità. Tutto ciò che Volontà pubblica, noi lo sottoscriveremmo, salvo differenze in particolari di nessun conto. 531 BiblotecaGino Bianco

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