Socialismo antiparlamentare derci sul valore di una prossima battaglia elettorale? Le ultime elezioni in Inghilterra non insegnano nulla a noi? Il proletariato inglese, per riscattare i propri diritti, deve come prima ricorrere all'azione diretta della lotta di classe. E allora, perché tanto spreco inutile di forze morali e finanziarie, che potrebbero essere impegnate diversamente per scopi molto piu utili al nostro partito ed alla massa proletaria in genere? Ad un solo patto noi potremmo essere d'accordo con voi, cioè: partecipare alle prossime battaglie elettorali, non per avere nuovi deputati per consolidare un regime, che per noi non ha motivo di esistere, ma per portarsi nei comizi elettorali per smantellare e spiegare cosa si fa e cosa sia quest'arca santa del potere capitalistico, invitando il proletariato a rompere non soltanto le urne, ma ad impedire (anche con la violenza se occorre) qualsiasi lavoro elettorale, invitando pertanto tutte le organizzazioni a preparare i quadri dei loro rappresentanti diretti per la immediata costituzione de' Comitati operai, per la immediata gestione della cosa pubblica da parte del proletariato." Siamo in pieno movimento antiparlamentare, antielezionista, o, come si diceva una volta, anarchico. Ed è uno stato d'animo tutt'altro che localizzato alla sola Torino; il Soviet di Napoli, la Giovane Puglt'a di Bari conducono una campagna antielezionista non meno intransigente di quella che si sviluppa a Torino. Non è una novità. La corrente antiparlamentare ha sempre circolato nel Partito socialista italiano: anzi il partito si formò nel Congresso di Genova, nel 1892, appunto per una scissione fra elezionisti e antielezionisti. Ma la distinzione non è stata mai radicale e definitiva: elementi antiparlamentari sono sempre filtrati nel partito elezionista, e ne hanno turbato il quieto vivere. In questo momento la marea antiparlamentare è assai vigorosa, per la inquietudine generale seminata dalla crisi della guerra; per il discredito, in cui è caduta la Camera in conseguenza di tre elezioni fatte dall'onorevole Giolitti con metodi tali da demolire nella coscienza pubblica qualunque fiducia nelle istituzioni elettive; per la lunga azione "collegiale" dei deputati socialisti, che da quindici anni scambiano le organizzazioni elettorali del loro collegio per l'intero proletariato italiano, sacrificando alla politica elettorale la politica integrale del Partito socialista. In queste condizioni, è assai probabile che una nuova scissione avvenga nel Partito socialista ufficiale fra parlamentari e antiparlamentarì, o, come si diceva una volta, fra socialisti e anarchici o anarcoidi. Ma in questa scissione i parlamentari non godrebbero piu della superiorità, che avevano nel 1892, quando l'azione parlamentare socialista era ancora una novità di là da venire, e non era stato discreditata, com'è oggi, da un lungo periodo di fornicazioni giolittiane. È interessante notare che la censura lascia svilupparsi liberamente questa propaganda antiparlamentare. Non facciamo quest'osservazione - ,intendiamoci bene - per deplorare il liberalismo della censura: la cen525 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==