Da "L'Unità" dello stato d'animo esistente nella massa socialista torinese, la quale segue la corrente dei cosiddetti rigidi e puri imitatori di Trockij e di Lenin. Il Boero, che è un fautore convinto dell'immediata conquista della gestione pubblica a totale profitto del proletariato, non ha disprezzo che basti per il Gruppo parlamentare socialista e per la stessa direzione del Partito socialista italiano, la quale secondo lui starebbe niente meno che tradendo le direttive massimaliste tracciate dall'ultimo Congresso nazionale per la rea-. lizzazione del vero comunismo internazionale. "Illusioni o deviamento?" - domanda il Boero, a nome di tutti 1 discepoli del carrettiere Barberis Francesco,2 detto Cichin, idolo delle masse socialiste torinesi. - E risponde: "Chi lo sa! Da qualche giorno i piani sono completamente cambiati. Dov'è la direzione del partito? Dove sono le splendide affermazioni per l'immediata attuazione dei quattro punti, e lo sbocco finale della dittatura del proletariato? Questo programma ha fatto cilecca per la direzione del partito? E se no, perché la direzione del partito non prende quei provvedimenti atti per farlo rispettare?" Dopo questa sfuriata contro i Lazzari, Serrati3 e Bombacci4 della direzione del Partito socialista, non abbastanza intonati alla corrente bolscevica, che prevale a Torino, ecco che il compagno Boero se la prende coi deputati del Gruppo parlamentare socialista: "Dall'apertura della Camera i nostri uomini piu rappresentativi si trovano in pieno idillio elettorale, e non vedono piu nulla all'infuori dell'urna. Le redini del nostro partito sono forse passate nelle mani dei Turati, Prampolini, 5 Montemartini, 6 Sichel,7 ecc. ecc. Parlano della riforma elettorale, e l'Avanti!, organo del partito, dice: sf: purché non si facciano connubi coi partiti o gruppetti avversari. E si preoccupano delle spese elettorali, e la direzione del partito appoggia la mozione in tale senso del Gruppo parlamentare contro i trust per i cartoncini elettorali." I rigidi del leninismo torinese non soffrono di simili preoccupazioni. Essi sono decisamente contro la tattica elettorale, e per l'azione rivoluzionaria e immediata. "Ah! Voi vi preoccupate delle spese per le prossime elezioni! Parlate una volta chiaro! Volete eludere o volete illu2 Barberis Francesco (1864-1943), uomo politico socialista, fu tra i fondatori della Camera del lavoro cli Torino. Condannato per i moti di Torino del 1917, fu eletto deputato nel 1919. [N.d.C.] 3 Serrati Giacinto (1876-1926), uomo politico socialista. Dal 1914 diresse "L'Avanti!" conducendo la campagna contro l'intervento. Fu uno dei capi della corrente massimalista e fondò, in seno al Partito socialista italiano, la frazione aderente alla Terza internazionale, fusasi nel 1924 col Partito comunista italiano. [N.d.C.] 4 Bombacci Nicola (1879-1945), uomo politico, aderf alla frazione massimalista del Partito socialista italiano. Passato nel 1921 al Partito comunista italiano, ne fu espulso nel 1928 per l'atteggiamento collaborazionista assunto verso il fascismo, al quale infine aderi. Il 28 aprile 1945 fu catturato dai partigiani a Dongo e fucilato. [N.d.C.] 5 Prampolini Camillo (1859-19)0), uomo politico socialista, svolse attivissima propaganda nelle campagne emiliane, pubblicando il giornale "La Giustizia." Eletto deputato nel 1890, fu due anni dopo tra i fondatori del Partito socialista italiano. Sempre schierato con l'ala riformista del partito, nel 1922 aded al PSU. Dopo l'avvento del fascismo si ritirò a vita privata. [N.d.C.] 6 Montemartini Luigi (1868-1913), docente di patologia vegetale e deputato socialista dalla XXI alla XXVI legislatura, si occupò particolarmente delle mondine e dei piccoli proprietari, fondando le prime cantine sociali. [N.d.C.] 7 Sichel Adelmo (1864-1922), avvocato, deputato socialista di Guastalla dalla XX alla XXIV legislatura. [N.d.C.] 524 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==