I Da "L'Unità" gruppo di deputati uscenti, un garante dell'appoggio governativo nelle elezioni. I soli deputati socialisti ufficiali mancano alla combinazione: ma essi non potendo avere l'onorevole Giolitti, si contentano di non avere l'onorevole Salandra, e accettano l'onorevole Orlando, che fa sperare loro il quieto vivere elettorale, cioè la neutralità nei loro collegi: in compenso di siffatto quieto vivere, essi si disinteresseranno di ciò che avverrà nei collegi, in cui non sono impegnati né essi, né compagni la cui riuscita sta loro a cuore; · e aiuteranno nella futura giunta delle elezioni gli altri gruppi della oligarchia a convalidare tutte le elezioni, anche le peggiori. In queste condizioni, è assurdo - ci permettano i nostri amici del Secolo di dirlo senza attenuazioni - è assurdo fare sperare che le imminenti elezioni non saranno inquinate da "quelle gesta prefettizie e poliziesche, che resero malfamate le elezioni dell'ultimo trentennio." Cominciamo con l'osservare che quel trentennio è un po' troppo lungo: bisognava dire quindicennio giolittiano. Non che anche prima di quest'ultimo quindicennio le elezioni sieno state pulite: no, no, no: basterebbe ricordare quelle del 1892, fatte, anch'esse, dall'onorevole Giolitti, e fatte, com'era naturale, con metodi giolittiani, nelle quali furono rubate brutalmente le elezioni a Ruggero Bonghi, a Felice Cavallotti, a Matteo Renato Imbriani; né gli altri ministeri sono stati senza gravi colpe. Ma le infamie dell'ultimo quindicennio giolittiano hanno superato qualunque precedente in proporzioni tali, crescendo di brutalità dal 1904 al 1909, dal 1909 al 1913, che parlare di trentennio è una grande ingiustizia: e non vorremmo che fosse un principio di... amnistia per il periodo piu recente. Fatta questa riserva, noi non escludiamo che l'onorevole Orlando proverà qualche esitazione prima di commettere veri e propri delitti elettorali: l'uomo fra il sf e il no, preferisce sempre il ni. Giolitti ha il temperamento del brigante; Orlando quello del manutengolo. Il primo sostiene gli amici e distrugge i nemici fino al delitto; il secondo teme i nemici e molla gli amici, se è necessario per calmare i nemici. Qualcosa, dunque, è probabile che il Paese guadagnerà, nelle prossime elezioni, in fatto di libertà, a patto che l'onorevole Orlando abbia paura. Ma la politica elettorale dell'onorevole Orlando sarà tutta politica topografica. Dove avrà da temere uno scandalo di stampa, se si riproducessero le infamie giolittiane, H farà il galantuomo, almeno fino a un certo punto (né noi, per quel che dà la piazza, oseremmo chiedergli molto di piu). Dove, invece, riescirà ad organizzare la congiura dei giornali - congiura di bugie in alcuni, congiura di silenzio negli altri - H ne farà di tutti i colori, né piu né meno dell'onorevole Giolitti. Ciò posto, la responsabilità dei giornali diventa immensa; specialmente dei grandi giorn:1li che come il Secolo e il Corriere della Sera, hanno voluto la guerra. Da essi noi aspettiamo che non tacciano, e che si tengano pronti a gridare, gridare, gridare, assai piu che non abbiano fatto per le elezioni del 1913, in cui - bisogna riconoscerlo - furono, con l'Avanti!, i soli a compiere il loro dovere. 518 BiblotecaGino'Bianco
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