Non illudiamoci Il Secolo si domanda: "Come si faranno le elezioni." E risponde: "Sembra che l'onorevole Orlando non si dia gran pensiero della lotta che già ferve in ogni collegio, non essendo possibile, con un ministero di conciliazione quale è il suo, in cui vivono destri e sinistri, rossi e neri, prendere posizione netta contro l'uno o l'altro candidato in relazione al loro colore. Cosf è a sperare che le imminenti elezioni non saranno inquinate da quelle gesta prefettizie e poliziesche che resero malfamate le elezioni dell'ultimo trentennio." A noi importa fino a un certo punto di sapere se l'onorevole Orlando rappresenta davvero, non che in Italia, nel mondo, il primo esempio di ministro degl'Interni, che non si dia gran pensiero delle elezioni. Quel che c'importa è che se ne dà molto pensiero la oligarchia parlamentare giolittiana, la quale ha imposto all'onorevole Orlando: 1) la nomina dell'onorevole Facta2 a ministro di grazia e giustizia, affinché gli integerrimi magistrati sappiano che debbono continuare ad essere dovunque i complici della mala vita elettorale governativa; 2) il rifiuto della rappresentanza proporzionale e la conservazione del collegio uninominale, cioè del collegio giolittiano, da cui escono i De Bellis e i Grosso Campana. 3 Dire, come dice Il Secolo, che "un ministero di conciliazione, qual è quello dell'onorevole Orlando, in cui vivono destri e sinistri, rossi e neri, non può prendere posizione netta contro l'uno o l'altro candidato in relazione al loro colore" - è una inaudita ingenuità, per non dire altro. La coalizione ministeriale fra rossi e neri, destri e sinistri, ha lo scopo di mantenere le posizioni attuali degli oligarchi parlamentari di tutti i colori, e d'impedire la vittoria dei candidati nuovi di qualunque colore. Questo è stato sempre il sistema elettorale dell'onorevole Giolitti, i cui ministeri sono stati sempre ministeri di coalizione, come questo dell'onorevole Orlando. La sveltezza, con cui l'onorevole Bonomi ha preso il posto di Bissolati4 nel Ministero Orlando, e l'entrata di Facta nel ministero per conto dell'onorevole Giolitti, e di Riccio5 per conto dell'onorevole Salandra, non hanno avuto che questo scopo: assicurare nel ministero, per ciascun 1 Da "L'Unità," VIII, n. 12, 22 marzo 1919, senza firma. [N.d.C.] 2 Facta Luigi (1861-1930), uomo politico, deputato giolittiano dal 1892, piu volte ministro con Giolitti, caduto il 16 febbraio 1922 il Gabinetto Bonomi, cos.titui un suo Gabinetto: battuto alla Camera il 19 luglio, ricostitu{ il Ministero il 1° agosto e si trovò ad affrontare la marcia su Roma. [N.d.C.] 3 Grosso Campana Gaetano, deputato di Vigone nelle legislature XXIII e XXIV, militò nelle file dei liberali giolittiani di sinistra. [N.d.C.] 4 Bissolati Leonida (1857-1920), uomo politico, militò prima nelle file repubblicane, poi passò al socialismo. Tra i fondatori del Partito socialista italiano, fu direttore dell'" Avanti!" dalla sua fondazione. Deputato dal 1897, fu espulso dal Partito socialista nel 1912 e fondò con altri il Partito socialista riformista italiano. Interventista, si arruolò volontario a 58 anni e fu gravemente ferito. Ministro nei Gabinetti Boselli e Orlando. [N.d.C.] 5 Riccio Vincenzo (1858-1928), avvocato, deputato nel Gruppo liberale moderato, fu ministro dei Lavori pubblici nei due Gabinetti Facta (1922). [N.d.C.] 517 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==