Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" domande - logi'camente ragionevolissime - possono moltiplicarsi all'infinito. Ma l'assoluto della logica è una cosa, il relativo della pratica è un'altra. Noi non dobbiamo proporci di creare un sistema di garanzie assolute contro la guerra. Noi dobbiamo i·n questo momento approfittare della rivolta, che nel presente momento stori·co è vivissima negli spiriti contro il fatto e contrQ l'idea della guerra, per creare, con l'aiuto di questa forza, oggi formidabile, il maggior numero possibile di organi di repressione contro gli istinti ferini, e di protezione per gli istinti di giustizia e di pace. Non dobbiamo pretendere di risolvere oggi tutti i problemi della Società delle nazioni, e per sempre. Dobbiamo, anzi, contentarci di una Società delle nazioni, rudimentale, imperfetta, attraversata da mille sconnessioni logiche e difficoltà pratiche. Quel che importa è che sorga con quel minimo di orgam economici, politici, militari, ecc., senza cui non potrebbe funzionare. Il perfezionamento di questi organi sarà l'opera del tempo. Il problema, che dobbiamo, insomma, proporci, non è quello di garantire una pace assoluta e perpetua, ma quello di inserire nella realtà attuale contro il pericolo di una nuova guerra il maggiore numero di ostacoli, che la coscienza morale della umanità civile sia disposta in questo momento a riconoscere ed accettare come legittimi e necessari. Per esempio, sono rari oggi gl'individui, che abbiano il coraggio di dichiararsi contrari all'arbitrato obbligatorio. Ebbene, esigiamo che tutti i Governi si impegnino a sottoporre tutte le loro controversie all'arbitrato. - Quest'obbligo ci assicura in modo assoluto contro la guerra? - No davvero. Le guerre si fanno precisamente, quando ci si rifiuta di ricorrere al giudizio arbitrale. - Ma quest'obbligo, assunto da tutti gli Stati oggi, in cui nessuno oserebbe rifiutarsi, rappresenterà per domani un ostacolo contro la guerra, che non esisteva nell'agosto 1914. Il Governo, che volesse rompere quest'ostacolo, dovrebbe prevedere la insurrezione di tutti gli altri popoli contro la sua slealtà; dovrebbe prevedere le opposizioni dei suoi stessi cittadini contro una violazione brutale di un cos1 solenne contratto; dovrebbe prevedere maggiori difficoltà durante la guerra, maggiori probabilità di sconfitta per dissensi interni e per resistenze esterne, maggiori responsabilità in caso di sconfitta. E queste previsioni lo renderebbero assai piu restio a tentare la guerra, che non sia stata la Germania nell'estate del 1914. L'abolizione totale di tutti gli eserciti nazionali, e la creazione di una polizia internazionale a servizio della Società delle nazioni, è certo la soluzione logi·ca perfetta e assoluta del problema del disarmo. Ma z'n questo momento la coscienza dei· popoli civili non è pronta ad accettare questo sistema. È, invece, disposta ad accettare la limitazione e il controllo internazionale sugli armamenti dei singoli Stati, il divieto della fabbricazione privata delle armi, ecc. Non è questa la soluzione logica perfetta e assoluta. Ma è un gran passo su questa via. Ed è soprattutto un formidabile 512 BiblotecaGino·Bianco

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