Da "L'Unità" parti mteressate, possono essere evitate nelle sedute pubbliche, perché oramai superate. Ma nelle trattative riservate, che minaccino di non riuscire ad un accordo, la previsione della eventuale dùcussione pubblica costringerà 1.· ministri e i diplomati'ci di' tutte le parti a una maggiore ragionevolezza. Chi sentirà di non avere argomenti seri da opporre alla tesi del proprio avversario, cercherà di evitare una discussione pubblica, in cui farebbe certamente una figura meschina e comprometterebbe l'onore del proprio Paese: cioè sarà portato piu facilmente a sentire la opportunità di un accordo. Molte corbellerie e bugie, che i governi fanno spifferare dai giornali per eccitare lo spirito pubblico dei loro Paesi, non potrebbero essere ripetute personalmente dagli uomini di governo responsabili; e la differenza di argomentazioni e di tono fra i governanti responsabili e i giornalisti irresponsabili sarebbe la migliore sconfessione delle perversità dei giornali. I quali, in previsione di quella sconfessione, sarebbero forse meno malvagi. Delle diverse maniere di intendere la Società delle nazioni Leggendo tutto quel che si può leggere sulla Società delle nazioni, mi sono avvisto che c'è almeno una mezza dozzina di maniere di pensarla e volerla. Due di queste maniere sono state spiegate dalla direzione del giornale nel primo articolo di questo numero. Altre quattro vorrei spiegarle io. Serviranno queste quattro a far comprendere meglio le due prime. E chi sa che continuando a leggere quel che si può leggere sull'argomento, 10 non ne scopra un'altra mezza dozzina. Molte persone considerano la Società delle nazioni come un assetto di assoluta giustizia, di totale eguaglianza, di perfetta fraternità fra tutte le nazioni e fra tutti gli individui di ciascuna Nazione. Stabilito questo fine alle loro escogitazioni, edificano una nuova "Città del Sole,, con procedimento esclusivamente logico: cioè trascurando del tutto i dati della realtà attuale, ricercano quali istituti politici, giuridici, economici, intellettuali, regolerebbero la vita della nuova umanità giusta e pacifica e felice; e affidano la realizzazione di quegli istituti alla Società delle nazioni, e a colui, che viene considerato come il piu nobile e piu autorevole promotore di essa, il presidente Wilson. La Società delle nazioni diventa, per questa via, la bonne à tout faù-e, la panacea di tutti i mali, l'inizio della sempre aspettata e finalmente arrivata età dell'oro. Ad essa si domandano, pertanto, le leggi per la protezione 1 Da "L'Unità," VIII, n. 3, 18 gennaio 1919, a firma "Agricola." [N.d.C.] 5,10 Bibloteca Gino Bianco
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