Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" dal Governo, in compenso dei propri sacrifici e in premio della vittoria, una nuova politica estera, qual è necessaria alla pace del mondo. Questo lavoro potevano farlo senza nessun bisogno di dichiararsi favorevoli alla guerra: potevano sempre dichiarare: - noi la guerra la detestiamo e riteniamo colpevoli tutti coloro che la fanno; ma già che c'è, vorremmo che almeno producesse questi e questi risultati. E non c'era neanche bisogno che avessero fiducia che i Governi conducessero la guerra a quei' risultati. Potevano sempre dire: - i Governi sono tutti canaglie, e in questo caso la loro canaglieria consisterebbe nel non cercare di ottenere da tanto sacrificio di vite e di ricchezza almeno questi e questi risultati: e primo fra i risultati, assicurare all'Italia l'unità nazionale senza pregiudizio dei diritti altrui. E giacché la guerra e' era, pur non approvandola, non sabotarla. Invece i nostri socialisti si sono messi, i piu - i sagrestani della bassa forza - a fare il vero e proprio sabotaggio della guerra, promuovendo, per esempio, i tumulti di Torino dell'agosto 1917, e contribuendo meglio che hanno potuto - sebbene in proporzioni assai minori che essi non credano e che i conservatori non li accusino per far dimenticare le responsabilità proprie - al disastro di Caporetto. Gli altri - i cardinali dello stato maggiore - non han visto quasi tutti nella guerra che un pericolo o una speculazione elettorale: finché, fra l'agosto 1914 e il maggio 1915, poterono sperare che la guerra o la pace la facesse Giolitti, garantendo le loro posizioni elettorali, giocarono d'equilibrio fra la guerra e la pace, tenendosi pronti a non fare opposi'zione seria a Giolitti, qualunque via avesse presa quando fosse tornato al Governo; dal maggio 1915 ad oggi, disperati che la guerra si facesse senza Giolitti e sperando che una disfatta riconducesse al Governo e alle elezioni Giolitti, si associarono coi sagrestani del paese per rappresentare la commedia della "intransigenza di classe 11 contro l'" unica massa reazionaria, 11 per confondere socialismo e pacifismo, e sabotare cosi col frastuono delle formulette care agli spiriti semplici, la resistenza morale del paese: "in novembre, non piu in trincea! 11 ; - oggi che l'esperienza li ha convinti che per questa via hanno rovinato il loro idolo e complice e minacciano di trovarsi senza appoggi sicuri nelle future elezioni, e ritornano ad avvedersi, a un tratto, che dopo tutto Carlo Marx non era un pacifista ad ogni costo, che la "nuova massa reazionaria 11 è un mito, che anche pei socialisti la Patria è sul Grappa, oggi invocano i diritti, e magari i doveri della coscienza morale, per romperla coi sagrestani, e mandare al Governo, e far la guerra o la pace a suo comodo, ma soprattutto a preparare le elezioni, se non Giolitti, per lo meno qualcuno che abbia la stessa desinenza del loro antico idolo e da· cui abbiano affidamento che sarà loro amico • 2 sicuro. Fra i sagrestani e i cardinali noi preferiamo indubbiamente i primi, nei quali c'è almeno una forza morale rispettabile, per quanto sviata. Ma e 2 Francesco Saverio Nitti. [N.d.C.] 502 BiblotecaGino Bianco

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