Una strana affermazione giornali nazionalisti ci onoravano per la campagn1 che noi facevamo, e di fronte a cui i socialisti ufficiali erano o indifferenti o beffeggiatori o esplicitamente ostili. Ad ognuno, dunque, i suoi meriti. Il nostro merito, purtroppo, è stato poco: in questo Paese, dove si ha l'abitudine di farsi venire addosso un1 paura pazza non appena un mascalzone qualunque riesca a penetrare sino alla vostra anticamera e si metta a sbraitare dietro alla vostra porta, noi abbiamo sfidato i ricatti di chi sperava distoglierci dal nostro dovere con la censura e ricattarci con vituperi atroci: abbiamo tenuta alta una bandiera, che quasi tutti in Italia abbandonavano, e quando è venuto il disastro della Russia e il rovescio di Caporetto, molti spiriti, preparati dal nostro lavoro, hanno trovato piu facilmente la strada innanzi all'atroce lezione della realtà. Ecco tutto. Quel "poco di fortuna" che le nostre soluzioni hanno avuto, lo debbono non al Grido del Popolo, ma purtroppo alle sventure di quest'anno passato. Salvo che Il Grido del Popolo non voglia dire che esso, lavorando a provocare quelle sventure, ha lavorato, appunto, a rendere necessari certi ravvedimen_ti. Nel qual caso, risulterebbe ancora piu terribile la responsabilità dei socialisti ufficiali: i quali quella influenza e quella opera, che hanno impiegato a favorire le vittorie tedesche, avrebbero potuto impiegarla a impediTe quelle vittorie e nello stesso tempo a imporre al Governo italiano quelle "soluzioni democratiche," di cui oggi cominciano a volere usurpare i meriti. Cosf hanno fatto le maggioranze dei socialisti inglesi e francesi e belgi. In Italia la maggioranza dei socialisti ha preferito limitarsi a gridare pace, pace, pace. Era l'opera piu facile. Qualunque idiota che abbia la testa dura e i polmoni forti, può fare la politica ripetendo meccanicamente una sola parola. Intendiamoci bene: come abbiamo altra volta spiegato, e non ci stancheremo mai di ripetere, noi non rimproveriamo ai socialisti ufficiali italiani di essere contrari alla guerra, di essersi rifiutati prima a partecipare alla campagna di propaganda per l'intervento dell'Italia, e di rifiutarsi ad ogni azione positiva oggi per rafforzare la resistenza del Paese. Il male non è stato nel pacifismo; è stato nel metodo, con cui la protesta contro la guerra è stata ed è condotta per pochezza d'ingegno e per aridità di cuore. Il male è stato nel pervertimento intellettuale e morale, in cui i socialisti ufficiali sono degenerati a poco a poco per avere dissociata sistematicamente, in tutta la loro propaganda, la idea della pace dalla idea di giustizia. Hanno fatto di tutt'erba un fascio fra i Governi, che han provocata la guerra, e coloro che han dovuto difendersi immediatamente, o premunirsi contro offese future oramai indubitabili. Hanno coperto di beffa ogni lavoro di propaganda, diretto a introdurre nel programma di pace dell'Intesa la maggior quantità possibile di giustizia per l'avvenire. Si sono astenuti sistematicamente da ogni lavoro per preparare il popolo italiano ad esigere 501 BiblotecaGino Bianco
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