Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" no. Inghiottirà anche il nuovo calice, se quei deputati, che hanno il sentimento dei loro doveri e della loro dignità - per poco numerosi che sieno -, e pochi grandi giornali, e un po' di rompiscatole petulanti e instancabili tipo scrittori dell'Unità - sapranno pestare il chiodo per sei mesi di seguito. Possibile che non si trovino nella Camera venti deputati, e nel Paese tre soli giornali e un centinaio di persone, disposte a sostenere con sin- · cerità e tenacia il diritto dei giovani, il voto alle donne, la rappresentanza proporzionale? Le donne dovrebbero costituire la forza maggiore di questo movimento. E sulle donne dovrebbero appoggiarsi da ora in poi 1 sostenitori della rappresentanza proporzionale e della eleggibilità per i giovani. V na strana affermazione1 Leggendo sul Grido del Popolo, giornale socialista ufficiale di Torino, che "l'atteggiamento del Partito socialista ha indubbiamente giovato a quel poco di fortuna, che hanno avuto le soluzioni democratiche, che il gruppo dell'Unità propugna per i problemi nazionali" - ci siamo stropicciati gli occhi, domandandoci sbalorditi: ma come, ma dove, ma quando, ma perché? O noi abbiamo le traveggole; ovvero, se fosse prevalso in Italia il programma disfattista dei socialisti torinesi, a quest'ora i tedeschi sarebbero a Milano e a Torino, oppure l'onorevole Giolitti sarebbe tornato al potere a salvare l'Italia dall'anarchia e a ricostituirle il territorio, riconducendola nella Triplice Alleanza. Se non siamo fuori di senno, noi non abbiamo mai desiderato di questa roba. Se poi passiamo dal problema generale della guerra antigermanica al problema speciale dei rapporti italo-austriaci e italo-jugoslavi, a cui Il Grido del Popolo sembra volere alludere, su questo terreno noi non solo non abbiamo mai incontrato nessun aiuto, ma abbiamo dovuto contrastare sempre la propaganda dell'Avanti!, il quale combatteva come imperialistico il programma dello sfasciamento dell'Austria e della formazione della Jugoslavia, è arrivato a falsificare Mazzini attribuendogli l'opinione che la formazione della Jugoslavia sarebbe dannosa all'Italia, è stato sempre contento come una pasqua quando poteva riprodurre le insolenze, di cui i 1 Da "L'Unità," VII, n. 24, 15 giugno 1918, a firma "L'Unità." Si riferisce a un corsivo di Gramsci sul "Grido del popolo" del 18 maggio 1918 (cfr. GRAMSCI, Scritti giovanili, 1914-1918, pp. 237-238). [N.d.C.] 500 BiblotecaGino Bianco

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