Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" che sarà necessaria al Paese, un Parlamento di mediocrità sarebbe un disastro nazionale irreparabile, poco importa quale partito abbia la prevalenza: un Governo di socialisti rivoluzionari, in cui vi fossero sei uomini d'ingegno e di carattere, sarebbe preferibile, anche dal punto di vista conservatore, a un Governo di conservatori scimuniti; un Governo di conserva- • tori intelligenti noi lo preferiremmo, senza esitazione, a un Governo di dem·ocratici camorristi e balordi. Ora il collegio uninominale ci assicura senza la possibilità di dubbio, il trionfo, in tutti i partiti, della balordaggine universale. Solo attraverso il collegio plurinominale e la rappresentanza proporzionale, possiamo sperare che entri alla Camera almeno una cinquantina di membri giovani, ben preparati e indipendenti, capaci - sia che sieno nella maggioranza, sia che sieno all'opposizione - di affrontare i problemi della restaurazione nazionale senza essere paralizzati nel loro ciclopico lavoro dalla preoccupazione di dovere evitare lo scioglimento dell'amministrazione ladroncella del comune X, o di dovere impetrare dal sottosegretario Y ai lavori pubblici la concessione a licitazione privata di un lavoretto del tutto inutile ai disoccupati della cooperativa Z. Ed è una riforma, che non sarebbe difficile ottenere, purché pochi grandi giornali e una dozzina di uomini politici autorevoli se ne facessero promotori. Molti vedono la gravità dei problemi tecnici che si presenteranno dopo la guerra; ma non tutti sentono che il popolo italiano tende al rinnovamento morale della sua vita pubblica. S'impone quindi, come problema preliminare, la riforma adeguata della procedura elettorale, che assicuri al Parlamento gli uomini migliori. Un male necessario. 1 Postilla Anche noi, nel maggio del 1915, scoppiata la guerra, dicemmo come dice tuttora il nostro abbonato: "Bando alle discussioni fra noi interventisti. Per ora pensiamo solo alla vittoria. Venuta la pace, ecc. ecc." E quelli fra noi, che erano buoni alla guerra, andarono alla guerra: qualcuno vi ha già perduta la vita; qualche altro, dopo lunghi mesi di lotta colla morte, comincia ora a riaversi dalle sue ferite; qualche altro ha dovuto tornarsene a casa fiaccato e ammalazzato; chi non ha potuto per l'età fare quel che facevano 1 Da "L'Unità " VII n. 14 6 aprile 1918, a firma "L'Unità." Postilla alla lettera di un "abbonato fin dal i911," 'che fa 'appunto al giornale di dividere il campo interventista tra nazionalisti e democratici. [N.d.C.] 494 BiblotecaGino Bianco

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