Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Per una rif wma elettorale ai nostri alleati, di considerare nemica non solo l'Austria, ma anche e soprattutto la Germania. Gli avvenimenti delle ultime settimane, per quanto dolorosi, hanno pur servito a chiarire la situazione, per quel che riguarda i caratteri e gli scopi della nostra guerra. Chi ancora si ostinava a considerare la guerra italiana come un semplice duello con l'Austria, tollerato dalla Germania, e pensava alla possibilità mostruosa di una riconciliazione italo-tedesca, deve ormai, se in buona fede, aver aperto gli occhi. La Germania si è scagliata contro di noi furibonda, e nell'ebbrezza dei primi successi ha gettato la maschera, rivelando tutto l'odio covato contro l'Italia dal 1914 in poi, tutti i propositi di distruzione. E l'Italia è ormai impegnata contro il blocco austro-germanico in una lotta suprema, in cui non è piu soltanto in giuoco il compimento dell'unità, ma la stessa unità, la stessa indipendenza. E in questa lotta suprema, la solidarietà degli alleati e cogli alleati ha importanza decisiva. Queste constatazioni, cosf ovvie e semplici, servono a mettere in evidenza il compito che oggi è imposto al Governo e al popolo italiano. Al Governo si richiede energia, energia, energia; al popolo fermezza di propositi nel programma di guerra contro la Germania, di fedeltà all'alleanza antigermanica fino alla vittoria e dopo la vittoria. Se questi compiti saranno assolti, tutto potrà essere salvato, e gloriosamente e per sempre salvato. Per una riforma elettorale1 L'onorevole Salandra propone nel Corriere della Sera che sia concesso il diritto elettorale a tutti coloro che hanno prestato almeno sei mesi di servizio militare durante questa guerra, anche se non hanno raggiunto i ventun anni; e l'età della eleggibilità sia abbassata da 30 a 25 anni. Accettiamo incondizionatamente le proposte dell'onorevole Salandra. E osserviamo, per la storia, che spetta a un deputato "conservatore," anche questa volta, il merito di proporre una estensione del diritto elettorale. I deputati "democratici" fra noi se ne infischiano di queste faccende, anzi, tutto compreso, hanno una paura maledetta di ogni allargamento del corpo elettorale. Gli stessi deputati socialisti di tutte le gradazioni furono ostili al suffragio quasi universale, finché l'onorevole Giolitti non ne ebbe rivelato loro la bontà: il proletariato, vero e proprio, quello che è fuori delle loro organizzazioni, e sfugge al loro controllo, e non potrà mai essere inquadrato 1 Da "L'Unità," VII, n. 13, 30 marzo 1918, a firma "L'Unità." [N.d.C.] 491 BiblotecaGino Bianco

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