Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Da "L'Unità" teressi materiali. Mettersi dalla parte della Germania, avrebbe significato, intanto, per prima cosa rinunciare all'indipendenza, e assoggettarsi a una specie di protettorato, che la sapienza politica tedesca non avrebbe mancato di rendere gravoso ed opprimente quanto mai. Avrebbe significato, poi, esporre alla distruzione le nostre città della costa tirrena, e cioè città come Genova, Livorno, Napoli, Palermo. Ciò che vediamo oggi, e con tanto do-· lore, avvenire nel Veneto, avremmo visto fin dal primo momento, e tanto piu in grande, accadere lungo la costa tirrena; giacché, pure ammessa la possibilità della congiunzione della Botta italiana e di quella austriaca, si sarebbe pur rimasti sempre in condizione di grande inferiorità, di fronte alle forze navali mediterranee franco-inglesi. E oltre a questi danni gravissimi, avremmo dovuto mettere in conto anche l'eventualità certa dell'affamamento a scadenza piu o meno lunga; giacché, chiuse Gibilterra e Suez e dominato il mare dagli avversari, ogni via di rifornimento ci veniva ad essere preclusa. Anche le ragioni materiali quindi imponevano quella via, che le ragioni morali additavano; la via che conduceva a schierarsi a fianco all'Intesa. Si poteva desiderare che la nostra azione militare avvenisse al di là del confine nazionale, per evitare al territorio patrio i danni materiali della guerra. Ciò fu tentato e fu possibile per oltre due anni, finché contro l'Italia rimase sola l'Austria. Ma l'intervento poderoso tedesco-turco-bulgaro a fianco dell'Austria, sopravvenne d'un tratto a vibrare un colpo troppo formidabile contro il nostro esercito. Per queste circostanze dolorose la nostra guerra è stata spostata su quel terreno, sul quale, è bene ricordarlo, si era sempre previsto che inevitabilmente avrebbe dovuto svolgersi un conflitto austro-italiano, data l'iniquità del nostro confine del 1866. Soltanto, non si tratta piu del conflitto italo-austriaco. Si tratta del cozzo decisivo fra i due blocchi rivali. L'Italia, agguerrita da due anni di prove, ha sempre forze sufficienti per tener degnamente il suo posto a fianco degli alleati, per partecipare alla lotta come elemento attivo e di primo ordine. Ecco le conseguenze prodotte dall'Unità italiana. Se è vero che la pianura padana torna ad essere il classico campo di battaglia dell'Europa, è anche vero che in questa nuova lotta scatenata sul suo territorio l'Italia ha posizione ben diversa che nelle lotte passate. Si tratta ora di tendere tutte le energie per far si: che questa nuova fase finisca con la vittoria p.ecessaria, con la vittoria che, sola, può suggellare l'unità della patria. Chi tentasse di ostacolare o comunque limitare, in quest'ultima fase della guerra che si svolge in casa nostra, la partecipazione dell'Italia come forza autonoma e organizzata e importante, lavorerebbe in sostanza contro l' unùà della patria. S'invoca la concordia. E sia. A patto però che resti ben chiaro il proposito di perseverare nella lotta fino alla vittoria, di rimanere stretti e fedeli 490 BiblotecaGino Bianco

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