Il caso Muratori Per vedere il sofisma di queste distinzioni, basta una sola osservazione: il cittadino Muratori non avrebbe saputo nulla dell'antisemitismo dell'avvocato Pola, se l'avvocato Muratori non avesse dovuto difendere contro i soldati e contro lo Stato una ditta infedele; e il ricorso presentato dal cittadino Muratori all'onorevole Sacchi per incarico dell'avvocato Muratori, non sarebbe stato preso in considerazione se il senatore Muratori non avesse accompagnato il cittadino dal ministro, mentre l'avvocato stava fuori della porta ad aspettare la fine dell'udienza con la specifica pronta per il cliente. Ma quello, che è ancora piu grave in quest'incidente, è la franchezza, con cui il senatore Muratori ha raccontato all'Avanti! il suo intervento contro l'avvocato Pola, immaginandosi che tutto dovesse passar liscio grazie alla distinzione fra cittadino, senatore e avvocato! Non altrimenti, pochi giorni prima, l'onorevole Crespi3 non aveva avuto ritegno dall'assumere alla Camera, come deputato, il patrocinio dei propri interessi, come industriale, e pretenderebbe magari di essere considerato sui giornali come cittadino, che disinteressatamente dà ragione al deputato e all'industriale. Anche nel caso Crespi la particolarità piu grave non è che un industriale abbia cercato di fare collo Stato un contratto leonino: e non è neanche che quest'industriale, essendo nello stesso tempo deputatò, trattasse coi ministri e colla burocrazia non solo come industriale, che può essere costretto a rinunziare all'aggressione, ma come deputato, che può far pagare caro alla Camera al ministro l'insuccesso dell'industriale. Il fatto piu grave è che il deputato-industriale abbia creduto perfettamente legittimo il portare, proprio lui in persona, pubblicamente alla Camera i proprii affari! Evidentemente, tutta la mentalità dei nostri politicanti è profondamente pervertita e degenerata. A furia di fare e disfare per tanti anni in tutti i loro rapporti con le amministrazioni dello Stato, i nostri politicanti si sono oramai avvezzati all'idea che quel che essi fanno è perfettamente lecito, tanto che se ne può pubblicamente parlare: la normalità è diventata oramai legittimità, nel loro pensiero; quella che una volta era una porcheria, è diventata un diritto; quel che una volta si doveva fare di nascosto, ora si fa alla luce del sole; e chi non ottiene quel che una· volta era obbligato a chiedere in segreto, si sente autorizzato a protestare in pubblico come se fosse vittima di una iniquità. Le monarchie assolute furono limitate dai diritti dei Parlamenti. Ma non essendoci nessun limite ai diritti dei Parlamenti, i parlamentari hanno sostituito sé ai re assoluti. Il resultato è che in Italia, invece di avere un solo re assoluto, ne abbiamo 508 alla Camera, e 300 su per giu al Senato. Alcuni di questi re, come avveniva anche nelle antiche monarchie, non esercitano o esercitano onestamente o mollemente la loro autorità. Ma i piu la esercitano male e come! 3 Crespi Silvio, industriale milanese, presidente della Banca commerciale italiana e della Società anonima Benigno Crespi, fondatore e presidente dell'Associazione cotoniera, deputato, ministro degli Approvvigionamenti nel Ministero Orlando. [N.d.C.] 479 BiblotecaGino Bianco
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