Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La verità dell'"Avanti!" Conosciamo bene le angosce di una scelta fra la guerra e la pace: abbiamo pesato a suo tempo, nella nostra coscienza, tutti gli argomenti che potevano consigliare un socialista a rimanere fermo al programma della pace: riconosciamo il peso validissimo di parecchi di quegli argomenti, sebbene il peso di tutti gli altri argomenti per la guerra sia per noi infinitamente maggiore. E rispettiamo la opinione di coloro, nella cui coscienza l'ideale assoluto della pace ha prevalso su ogni altra considerazione. E pur avendo voluto la guerra, ci sentiamo moralmente sempre assai piu vicini a certi pacifisti sinceri e intransigenti, che a certi guerraioli malfattori, coi quali per necessità di cose siamo costretti a marciare gomito a gomito. Diremo, anzi, qualcosa di piu. Sarebbe stato tutt'altro che un male, se in Europa il Partito socialista italiano avesse tenuta alta la bandiera della solidarietà proletaria internazionale e della protesta sistematica contro la guerra; e che in Italia - paese in cui non c'è l'abitudine di rimanere coraggiosamente fermi alle proprie idee - un gruppo politico avesse dato esempio di tenacia, di intransigenza, di fedeltà incrollabile al suo vecchio ideale. Il male non è stato nel pacifismo; no. Il male è stato nel metodo, con cui la protesta contro la guerra è stata ed è condotta per pochezza d'ingegno e per aridità di cuore. Il male è stato nel pervertimento intellettuale e morale, i,n cui siete degenerati a poco a poco per avere dissociata sistematicamente, in tutta la vostra propaganda, la idea della pace dalla z'dea di giustizia. Avete fatto di tutt'erba un fascio fra i Governi, che han provocata la guerra, e coloro che han dovuto difendersi immediatamente, o premunirsi contro offerte future ormai indubitabili. Avete coperto di beffe ogni lavoro di propaganda diretto a introdurre nel programma di pace dell'Intesa la maggior quantità possibile di giustizia per l'avvenire. Vi siete astenuti sistematicamente da ogni propaganda per preparare il popolo italiano ad esigere dal proprio Governo, in compenso dei propri sacrifici e in premio della vittoria, una nuova politica estera, qual è necessaria alla pace del mondo. Questo lavoro potevate farlo senza nessun bisogno di dichiararvi favorevoli alla guerra: potevate sempre dire: - noi la guerra la detestiamo e riteniamo colpevoli tutti coloro che la fanno; ma già che c'è, vorremmo che almeno producesse questi e questi risultati. E non c'era neanche bisogno che aveste fiducia che i governi conducessero la guerra a quei risultati. Potevate sempre dire: - i governi sono tutti canaglie, e in questo caso la loro canaglieria consisterebbe nel non cercare di ottenere da tanto sacrifizio di vite e di ricchezza questi e questi risultati. Non avete saputo, invece, fare altro che protestare ciecamente, irosamente, sistematicamente. Esercizio molto comodo, perché non richiede nessuno sforzo d'ingegno. Unico programma di guerra e di pace: il ritorno allo statu quo ante territoriale, come se la guerra non fosse nata giust'appunto dagli antichi rapporti territoriali. 475 BiblotecaGino Bianco

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