Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

La verità dell'"A vanti!" pello, purché questo nessuno non sia il Governo tedesco. E c'è un Governo tedesco che non deve essere disturbato; e ci sono tutti gli altri Governi, specialmente quelli dell'Intesa, e piu specialmente dell'Italia, contro cui non si farà mai baccano abbastanza! E siccome invocare giustizia per il Belgio significa eccitare gli animi contro la Germania, vada al diavolo il Belgio. Per la Polonia bisogna chiedere la indipendenza assoluta, perché questo dà noia alla Russia, e mette in imbarazzo l'Intesa. Viceversa per l'Austria bisogna contentarsi delle autonomie nazionali e deridere le indipendenze, poiché la teoria delle indipendenze è sostenuta dall'Intesa e combattuta dalla Germania. Per avere la misura del pervertimento logico, a cui gli scrittori dell'Avanti! si sono lasciati insensibilmente trascinare, osserviamo un altro incidente polemico dell'Avanti!, sempre a proposito del Belgio. Ci sono anche fra i belgi degl'imperialisti e dei conquistadores, che pretendono la riva sinistra del Reno fino a Coblenza; ci sono dei clericali, ci sono degli antisocialisti: ci sono, insomma, tutte le cose che ci sono in tutte le Nazioni di questo basso mondo. Ciò non toglie che la Germania commetta a danno degli operai del Belgio le infamie che tutti sanno e che l'Avanti! non vuole raccontare ai suoi lettori. Né il fatto che ci sieno fra i belgi degl'imperialisti piu o meno frenetici può diminuire nel proletariato nelga il diritto alla protesta, e nel proletariato degli altri paesi il dovere della solidarietà. Certo, se venisse un imperialista belga a piangere sugli operai del suo paese, noi non lo prenderemmo molto sul serio. Gli diremmo: "Caro signore, ci rincresce tanto per gli operai del Belgio, n1a saremmo tanto lieti se sotto il regime germanico si trovasse proprio Lei, che ne è tanto degno." Ma l'operaio Gaspar non è un imperialista: egli ha il diritto di parlare per la difesa della sua classe, ha il diritto di sentirsi offeso e di protestare contro il silenzio che l'Avanti! cerca di mantenere sulle ingiustizie germaniche. L'Avanti!, invece, rinfaccia al Gaspar, perché invece di protestare contro i socialisti ufficiali italiani, non protesta, nelle sue conferenze in Italia, contro gl'imperialisti del Belgio. Di fronte a questo completo sabotamento di ogni regola "logica e di ogni senso morale, voi sentite che è perfettamente inutile cercare di definire la verità. Questo non è piu neanche il neutralismo indifferente, scettico, beffardo, che si disinteressa di tutti i paesi belligeranti dichiarandoli tutti eguali. Questo è aiutare gli uni contro gli altri. Il neutralismo socialista è diventato ormai tedescofìlia sistematica. Fa il paio col neutralismo della Unità Cattolica, la quale trova che i cattolici non devono compiangere il Belgio, perché il Belgio, pur essendo governato dal partito clericale, non è paese cattolico quanto sarebbe necessario, non è cattolico, per esempio, quanto... l'Austria. L'Avanti!, mentre rinunzia per conto suo ad ogni facoltà di ragionamento, nega a noi tout court la capacità di scegliere fra la giustizia dei poveri e la giustizia dei ricchi, perché ci siamo messi coi governanti. E certo è innegabile che noi abbiamo voluto la guerra, come l'hanno voluta i go473 Bibloteca Gino Bianco

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