Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Tutte le vie conducono a Berlino nere al.fine soffocata dall'Inghilterra," tentò il colpo. È la teoria della "guerra preventiva," con cui i tedeschi meno spudorati giustificano la iniziativa del 1914, e che l'onorevole Treves ripete come un cagnolino bene ammaestrato. Stabilite queste basi di credenza, tutto il resto va come una lettera alla posta. Se la Germania ha inghiottito il Belgio, se l'Austria pretenderà di sottomettere la Serbia, la colpa è dell'Inghilterra, che ha preteso di mantenere in Europa un equilibrio che le faceva comodo, ma non faceva comodo alla Germania, ed ha eccitato Belgio e Serbia e Francia e Italia e Russia a impedire il predominio germanico. Se l'Inghilterra non avesse avuto un cos1 "infausto funesto ideale" come quello dell'equilibrio europeo, non avremmo avuto questa guerra universale, che l'onorevole Treves spera riesca inutile a tutti, dal momento che non può riescire utile alla Germania. Ci sarebbe stata la sottomissione spontanea dell'Europa continentale alla Germania, dopo la debita rinuncia al funesto ideale dell'equilibrio. Ci sarebbe stata tutt'al piu una guerricciuola localizzata fra l'Austria e la Serbia, fra la Germania e la Francia: una guerricciuola che - quella s1 - sarebbe stata utile alla Germania. E la libertà dei popoli e la giustizia l'avrebbe instaurata nel mon,_dola Germania. Invece la Germania è stata costretta dall'Inghilterra a fare la guerra. Ed ecco perché i diritti dei popoli sono andati per aria. E chi vuole restaurare la squarquoia, impostura e imbecillità della giustizia e della libertà, deve prendersela con l'Inghilterra. Tutte le vie, cosf, conducono a Berlino; cioè alla pace germanica. Della quale l'onorevole Treves non osa dichiararsi apertamente sostenitore. Preferisce prendere la via traversa di fare propaganda anglofoba con tutti gli espedienti che possano riuscire allo scopo: "pensiero moderno" coi colonialisti, "pensiero antico" coi socialisti. Chissà che un giorno non si decida a farsi battezzare e cresimare per combattere l'anglicanismo della perfida Albione anche con gli argomenti dei Santi Padri e del cardinale Bellarmino. Per dissimulare meglio la tattica, l'onorevole Treves proclama di avere sempre combattuto la Triplice Alleanza. Ma qui gli casca l'asino. Nel 1912, allorché si discuteva del rinnovamento della Triplice, e dirigeva l'Avanti!, ed E. G. Longobardi pubblicò nell'Avanti! un articolo contro il rinnovamento della Triplice, l'onorevole Treves si dichiarò favorevole al rinnovamento della Triplice, e cosf l'amico Giolitti poté capire che da parte dell'onorevole Treves nessuna opposizione doveva preoccuparlo. L'onorevole Treves continua a fare oggi quel che faceva allora. 471 Bibloteca Gino Bianco

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