Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Ancora le tenerezze degli zuccherieri Secondo le informazioni di akuni giornali il Consiglio dei ministri, tenutosi il 19 corrente, avrebbe infatti dovuto tornare ad occuparsi della questione degli zuccherieri, in seguito alle notizie giunte che essi da una parte hanno tentato di valersi a proprio vantaggio dell'obbligo loro imposto di mantenere a 128 il prezzo dello zucchero per imporre ai bieticultori una diminuzione di prezzo della barbabietola; e dall'altro lato dichiarano di non poter eseguire i contratti a 128, prima di aver dato esecuzione a quelli stipulati nel breve periodo di tempo in cui fecero salire a 132-133 il prezzo dello zucchero. Il secondo dei due fatti, subito smentito, non corrisponde interamente a verità. Alcuni zuccherifici infatti, subito dopo il ribasso a 128, hanno notificato con lettera circolare ai loro clienti che il prezzo era ridotto a questo limite anche per i contratti stipulati nei giorni antecedenti a prezzo superiore. Il che del resto corrisponde ad una cosi costante pratica commerciale, e costituisce (massime nelle condizioni attuali, in cui il rincaro era effetto di un artificioso e disonesto tentativo di profittare di un momento di sciagura) un atto di cosi elementare e doverosa correttezza, che non può certamente essere ascritto a lode di chi l'ha compiuto. E se qualche zuccherificio si è comportato diversamente, noi non sapremmo veramente con quale parola dovrebbe qualificarsi il suo atto. È invece fondata la notizia del nuovo ribasso sul prezzo delle barbabietole. Il ribasso oscilla tra il 6 e il 7% del prezzo prima fissato: e se si pensa che questo era il risultato di una convenzione che riduceva del 25-30% il prezzo praticato negli anni scorsi, si vedrà meglio l'enormità del nuovo sfruttamento tentato o compiuto ora dagli zuccherifici a danno dei bieticultori. Si rifletta poi (per valutare anche meglio la gravità della cosa), che quella prima fortissima riduzione fu imposta ai bieticultori, coi consueti metodi di ricatto, in un momento in cui la concorrenza fra gli zuccherifici sindacati e quello di Pontelongo aveva fatto discendere a 117 lire il quintale il prezzo dello zucchero. Ora esso è di 11 lire superiore a quello d'allora: con quale pretesto sarebbe quindi mai possibile giustificare la nuova riduzione? I deputati socialisti hanno in questi giorni conferito con l'onorevole Ciuffelli2 per chiedere larghe e pronte concessioni di lavori pubblici: e noi, che siamo accanitamente avversi all'elemosina di Stato, non troviamo però da ridir nulla sul passo fatto in questo momento di crisi e di sciagura cosf grave. Ma essi stessi od altri deputati potrebbero e dovrebbero porre al Governo il quesito se sia lecito mantenere, con danno permanente dei consumatori, la protezione a favore di piccoli gruppi capitalistici, perché questi se ne valgano per crearsi una condizione di monopolio mercé la quale - proprio nei momenti di piu grave sventura - possano esercitare le piu sfacciate e brutali rapine a danno dell'economia nazionale. 2 Ciuffelli Augusto (1856-1921), deputato, piu volte ministro e, nel 1919-1920, commissario straordinario per la Venezia Giulia. [N.d.C.] 467 Bibloteca Gino Bianco

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