La lotta di classe vato la classe dirigente dei partiti democratici, continueremo ad avere rivoluzioni senza programmi, e ostruzionismi senza programmi: cioè la inquietudine del paese, non canalizzata da nessuno verso fini ben determinati d'interesse generale, si disperderà per ogni verso senza vantaggio per nessuno, impaluderà in miasmi malsani di rivolte che s'immagineranno di essere rivoluzioni, e di reazioni che demoliranno ciò che s'illuderanno di conservare. E chi sa? Forse per questa via, aiutando pseudoconservatori e pseudorivoluzionari, arriveremo rapidamente all'anarchia di Errico Malatesta3 : il quale - tutto compreso - è forse il solo uomo logico e pratico, che conti oggi l'Italia. La lotta di classe - Postilli La mia "confessione preziosa," che mancando ancora le condizioni di realizzazione dell'iàeale socialista, occorre contentarsi di un ideale inferiore, che sarebbe quello di sostituire in Italia un capitalismo autentico a quest'aborto di capitalismo ladroncello e pelandrone, che ci delizia - non avrebbe dovuto meravigliare in alcun modo l'autore dell'interessante articolo che precede. Il capitalismo autentico - è questa una nozione comunissima negli scrittori del socialismo classico: ed io ho quasi vergogna di doverla ancora rimasticare - è una fase, necessaria e benefica, che la società deve attraversare prima di arrivare a quella fase superiore di civiltà socialista, di cui ignoriamo le forme precise, ma che certo si realizzerà via via che la classe proletaria crescerà in oganizzazione, in capacità tecniche e politiche, in coscienza della sua forza e dei suoi diritti. E il riformismo altro non è che il socialismo di quei socialisti, i quali affermano e affermeranno ancora per molti anni la necessità di un'azione politica democratica in una società, qual è la nostra, che in tante 3 Malatesta Errico (1853-1932), esponente di primo piano del movimento anarchico, svolse intensa attività di agitatore e di giornalista in Italia e all'estero. [N.d.C.] ! 1 Da "L'Unità," III, n. 28, 10 luglio 1914, a firma "G. Salvemini." Postilla a un articolo firmato A man of no importance, nel quale lo scrivente, dopo aver rilevato che Salvemini ha individuato, in una recente discussione con Rodolfo Savelli, il sucoo del socialismo nel fatt'O "della classe proletaria che si organizza e lotta per la fine di ogni privilegio," osserva che "tutta l'azione dell' 'Unità' non si inspira alla lotta di classe, o almeno la lotta di classe cpm'è applicata dall' 'Unità' perde quasi completamente il carattere socialista," e in sostanza si riduce, per servirsi della formula di De Viti De Marco, alla "difesa del maggior numero contro il privilegio dei gruppi organizzati che monopolizzanOI il potere," E l'articolista conclude: "Questa è veramente la formula a cui possono ricollegarsi tutte le soluzioni concrete proposte dall' 'Unità,' mentre sarebbe molto piu difficile al Salvemini dimostrare che esse si possono ugualmente basare sulla formula della lotta di classe." [N.d.C.] 463 Bibloteca Gino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==