Da "L'Unità" ganali, che cosI perdereste, elevate di 20 lire a quintale la tassa di fabbricazione sullo zucchero, riducendo la protezione doganale a 5 lire a quintale; ed avrete una maggiore entrata di 40 milioni annui senza nessun aggravio dei consumatori·. Abolite inoltre il protezionismo siderurgico e le protezioni di secondo grado, che ne dipendono; e mentre il nostro popolo avrà un ulteriore sgravio di imposte di circa 90 milioni annui, lo Stato - che è consumatore di ferro e di prodotti di ogni genere, su cui pesa di , rimbalzo il protezionismo siderurgico - ritroverà in economie sulle forniture gli altri 40 milioni, che gli occorrono a compensare la perdita del dazio sul grano (la cui abolizione, del resto, da sé sola alleggerirebbe il bilancio dello Stato di circa 5 milioni annui, che è il sopraprezzo doganale del solo grano consumato dall'esercito). - Accettate questo programma? Voteremo le vostre tasse. Se no, no. E il nostro no, vuol dire ostruzionismo. Si parla tanto di "riforma tributaria." Quale riforma tributaria piu audace e piu profonda di questa, che libererebbe la nazione di un aggravio di circa 300 milioni annui, almeno? - La direzione del Partito socialista rivoluzionario domandava nel novembre passato "misure radicali di espropriazione" per fronteggiare le spese della guerra. Quale espropriazione piu audace di questa che farebbe passare 300 milioni di reddito annuo dalle tasche dei granicultori, zuccherieri e siderurgici in 4uelle di tutto il popolo? - Ed eccolo, signori nazionalisti, un esempio del sacrificio, che voi andate predicando, dell'interesse dei gruppi a quelli della nazione: fate pagare le spese della guerra ai piccoli gruppi di masnadieri, che divorano le ossa dell'Italia (della carne non è il caso di parlare: non ne abbiamo mai avuta). - Ed eccola per i rivoluzionari sul serio una rivoluzione in carne ed ossa: grande rivoluzione economica: cosI grande che anche qualche gruppo di "poveri operai" ne sarebbe danneggiato ... E si poteva invocare un precedente, che quanto piu è conservatore, tanto piu sarebbe rivoluzionario: quello del conte di Cavour. Il quale aveva davanti a sé il piccolo Piemonte, esaurito dalla crisi militare e politica del 1848-1849; eppur doveva aggravarlo di grandi tasse per liquidare gli effetti della crisi e preparare la nuova guerra contro l'Austria; e perciò, nel momento stesso in cui proponeva le nuove tasse, dichiarò che occorreva compensare il paese liberandolo dalle tasse che esso pagava ai proprietari fondiari e agl'industriali favoriti dalla protezione doganale; e aboliva in breve ogni protezione agricola, e riduceva a dazi fiscali quasi tutte le protezioni industriali. Quale magnifico movimento tattico questo di contrapporre al partito cosI detto liberale il suo nume indigete, richiamandolo dalla... soffitta! Ma si vede che in Italia, mentre è facile invocare la fine di tutta la proprietà privata a tempo indeterminato, non è facile invocare immediatamente la fine di quella forma ultraillegittima e ultracamorristica di proprietà privata che è creata dai privilegi doganali. In Italia è piu comodo detronizzare Vittorio Emanuele III, che il deputato Maraini o il senatore Rolandi-Ricci. E finché una nuova corrente di coltura non abbia rinno462 BiblotecaGino Bianco
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