Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Dopo lo sciopero generale lampioni e mostre di botteghe, senza che le pubbliche autorità sentano rumore. Se domani al governo ci trovassimo noi, è certo che non permetteremmo certi disordini, e ne metteremmo al fresco gli autori, salvo che gli autori non riescissero vittoriosi contro di noi e non mettessero al fresco noi. Chi vuol "fare la rivoluzione" bisogna che sappia che vuol fare una cosa seria e non una becerata senza conseguenze: se riescirà vittorioso dalla prova, avrà la soddisfazione di aver fatta la rivoluzione; se fa fiasco, bisogna che non si metta a guaire contro la reazione, se gli tocca qualche mese o magari anche qualche annetto di prigione. Per la serietà del nostro paese, per la serietà degli stessi partiti rivoluzionari, è necessario che certe responsabilità sieno effettive e tali da lasciare di sé un ricordo ben determinato. Tutto sta ora a vedere, se i processi saranno tenuti nei limiti del buon senso e della umanità, se si pretenderà di metter su grandi processoni per cospirazioni, associazioni a delinquere, e altre simili fantasie; se la repressione legittima non diventerà via facendo una speculazione reazionaria. In questo caso, l'amico Rainaldi può essere sicuro che non saremo gli ultimi a protestare. Ma protesteremo con tanta maggiore convinzione ed energia, quanto piu lealmente ci saremo rifiutati di gridare alla reaz10ne prima che la reazione si sia veramente manifestata. E tanto per cominciare, protestiamo contro la pumz10ne del generale Agliardì: questa punizione inflitta, per dare una soddisfazione ai nazionalisti, a un uomo, che ha saputo conservare il sangue freddo e il buon senso di fronte a una ragazzata senza senso comune - quella punizione ci sembra assai piu biasimevole e foriera di tristi conseguenze che non sieno i processi e le condanne per i lampioni rotti e per i pali spezzati. Ed auguriamo vivamente che gli spropositi dell'onorevole Salandra si fermino qui: non perché c'importi molto del liberalismo dell'onorevole Salandra, ma perché una reazione non farebbe se non esasperare le forze rivoluzionarie del nostro paese, e perché da una lotta analoga a quella che fu combattuta quindici anni or sono in Italia fra "forcaioli" e "sovversivi," noi siamo convinti che il nostro paese non ha nulla da guadagnare, e che essa sarebbe utile ai soli interessi dei partiti conservatori anche nella ipotesi· - del resto plausibilissima - di una vittoria democratica. Ci resterebbe, ora, da rispondere al rimprovero di dare troppa importanza alla lotta antiprotezionista, e di sacrificare a quest'argomento tutti gli altri. Ma la postilla è già troppo lunga, e bisogna che rinviamo la risposta a un altro articolo. 459 Bib.lotecaGino Bianco

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