Da "L'Unità" mico Rainaldi non si deve meravigliare se non ci siamo sperduti anche noi nel ginepraio e nelle imboscate delle responsabilità individuali. Noi, secondo il Rainaldi, abbiam commesso un delitto assai grave: non solo ci siamo astenuti da qualunque apprezzamento sull'indirizzo politico del ministero Salandra, ma abbiamo fatto anche un apprezzamento laudatorio e come! Abbiamo, infatti, scritto: E buon per noi che al Governo si sia trovato l'onorevole Salarn::lra, che non vuole essere chiamato reazionario: ché se un altro uomo meno padrone di sé avesse tenuto in questi momenti il governo, a quest'ora avremmo stati d'assedio, processi, condanne; e in prospettiva una nuova "lega per le libertà statutarie," presieduta dall'onorevole Sacchi e segretariata dall'onorevole De Bellis3 : una magnifica speculazione per la vecchia democrazia rammollita e trafficante, che agonizza ovunque e che deve sparire dalla vita pubblica italiana [ ... ].. E finché l'onorevole Salandra non farà la sciocchezza di seguire le suggestioni reazionarie della Tribuna, e amministrerà il Paese da conservatore onesto [ ... ] almeno relativamente, il ministero Salandra è il meno peggio, che possa avere l'Italia. Rileggendo queste parole, che hanno urtato cosf penosamente il Rainaldi, io sento che non potrei fare altro che ripeterle tali e quali, anche a costo di vederle riprodotte dal Giornale d'Italia. L'onorevole Salandra dopo avere commesso l'arbitrio di vietare i comizi, allorché si è trovato investito dalla tempesta, ha fatto tutto quanto gli era possibile per non esagerare nelle repressioni cruente. Questo ci sembra chiaro; e crediamo nostro dovere riconoscerlo francamente. Chi parla in questo momento di "reazione," ha evidentemente dimenticato il periodo delle reazioni fra il 1893 e il 1900, o era troppo giovane in quegli anni per poter fare i confronti con la "reazione" attuale. Come pure il nostro Rainaldi si dimostra di memoria troppo labile, allorché scrive che "Giolitti non avrebbe suscitato le ire del popolo." Dall'eccidio di Berra4 a quello di Rocca Gorga, tutta la storia del regime giolittiano è una serie continua di ammazzamenti a vapore, senza neanche la discriminante delle violenze e delle paure del recente sciopero generale. Solamente le ire del popolo, che dormivano ancora per Rocca Gorga, si sono scatenate per i fatti d'Ancona. È un rimprovero da fare al popolo; non è un merito da fare all'onorevole Giolitti. Quel che avverrà adesso noi non sappiamo. Certo non possiamo pretendere che dopo un cosf largo sommovimento popolare non vi sieno né processi né condanne. Nessuna persona, che abbia la testa sulle spalle, può ammettere che in un paese si debbano poter rompere i pali telegrafici, bruciare gli edifici pubblici, strappare le rotaie delle ferrovie, prendere a sassate 3 De Bellis Vito, deputato di Gioia del Colle e Bari dalla XIX alla XXVI legislatura, banchiere, pubblicista, fondò e diresse "Il Meridionale." Fedele seguace di Giolitti, indicato come "capogruppo degli ascari ministeriali" e "capo dei mazzieri.'' Vedi G. SALVEMINI, Il ministro della mala vita, in Opere, IV, vol. I, pp. 73-141. [N.d.C.] 4 Il 27 giugno 1901 ebbe luogo a Berra Ferrarese uno scontro tra forza pubblica e dimo• stranti: la polizia sparò e vi furono 4 morti e 43 feriti. [N.d.C.] 458 BiblotecaGino Bianco
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