Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Dopo lo sciopero generale una lontana speranza che il paese guadagni nel cambio? La gravità delle presenti condizioni della nostra vita pubblica dipende appunto dal fatto che mentre gli uomini antichi sono quasi tutti inetti e discreditati, non si vede spuntare da nessun punto dell'orizzonte nessun gruppo di uomini nuovi capaci di sostituire gli antichi facendo meglio. E non è certo l'attuale re che impedisce agli uomini nuovi di farsi avanti! Del problema scolastico e dell'azione clericale di fronte alla scuola, ci siamo cosf largamente occupati finora, ripetendo spesso che su questo terreno è veramente urgente e utile la lotta anticlericale, che non riesciamo a capire come l'amico Rainaldi possa lamentare una nostra indifferenza al riguardo. E quanto al divorzio, dobbiamo ripetere per la centesima volta i motivi per cui riteniamo che questo sia un problema inattuale? Non abbiamo detto nessuna parola per protestare contro la proibizione fatta dall'onorevole Salandra dei comizi contro le compagnie di disciplina. - È vero. - Ma avevamo proprio bisogno di protestare ... due settimane dopo, perché si sapesse che quel provvedimento è anche per noi deplorevole e illegale? Il nostro non è un giornale quotidiano, che debba quarto d'ora per quarto Q' ora sputare la propria sentenza su ogni incidente particolare di cui gli rechi notizia l'agenzia Stefani. Il vantaggio di un giornale settimanale è appunto questo: di potere con calma e con comodo esaminare una serie di fatti, nel suo complesso, cercando di colpirne i tratti fondamentali. La crisi dello sciopero generale crede il Rainaldi che non sarebbe scoppiata, se i comizi contro le compagnie di disciplina non fossero stati proibiti? Crede che i carabinieri di Ancona, se non avessero perduta la testa in quella occasione, non l'avrebbero perduta in un'altra? Crede che, se non l'avessero perduta i carabinieri di Ancona, non l'avrebbero perduta altri? E lo sciopero generale, che è scoppiato per quell'incidente, crede che non sarebbe scoppiato alla prima occasione per altri motivi? E la crisi larga e profonda, economica e morale, di cui i fatti di giugno sono il resultato e l'indice, è forse risoluta coi fatti medesimi? Dinanzi a siffatti problemi paurosi, nulla di strano che i conservatori riducano ogni sforzo mentale alla ricerca e alla denuncia dei sobillatori: se riconoscessero che i sobillatori c'entrano come Pilato nel credo, dovrebbero riconoscere la necessità di cambiare indirizzo alla politica nazionale; cioè dovrebbero riconoscere che di sobillatori autentici in Italia non ci sono che i conservatori. E nulla di strano, anche, se certi radicali, ben noti in Galilea, abbiano tentato di ridurre tutta la crisi dello sciopero generale all'arbitrio commesso dall'onorevole Salandra con la proibizione dei comizi e abbiano per questa via cercato di restituire all'Italia i malanni di una nuova loro reincarnazione ministeriale. Ma noi dell'Unità non siamo - finché i numi ci conserveranno un po' di cervello e di disinteresse - né conservatori né radicali. E perciò l'a457 BiblotecaGino Bianco

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