Da "L'Unità" di questurini vestiti da uomini, e bastonano gli operai inermi, con la sicurezza della impunità - questa è una teppa irresponsabile e perciò è vile. Motivo per cui, noi dovendo scegliere per forza, in mancanza di un gruppo intermedio che non sia teppista, fra la teppa "sovversiva" e la teppa "nobiliare," stiamo con la teppa sovversiva. Dopo lo sciopero generale - Postilla1 Il nostro giornale è intitolato problemi della vita italiana, non tutti t problemi della vita italiana. Chi studia tutto, non conchiude nulla. Della repubblica - dobbiamo riconoscere giusto il rimprovero, che ci fa l'amico Rainaldi - non ci siamo mai occupati; e la sola volta che ce ne siamo occupati, nel passato numero dell'Unità, l'abbiamo fatto per dichiarare scherzosamente che a un certo tipo di repubblica, che sarebbe oggi il piu probabile in Italia, preferiamo la monarchia di Vittorio Emanuele III. E - nonostante il rimprovero del Rainaldi - non abbiamo motivo di modificare il nostro modo di pensare. Di una repubblica, che conservi per esempio il dazio sul grano, seguendo gl'insegnamenti dell'onorevole Colajanni,2 non sappiamo proprio che farcene; di una repubblica, che estenda a tutta l'Italia i metodi politici e amministrativi ed elettorali di certe repubbliche romagnole e pugliesi di nostra diretta conoscenza, non sappiamo che farcene. Magari tutto il problema italiano si potesse risolvere col sostituire semplicemente alla monarchia la repubblica! Non esiteremmo un minuto solo a cambiare. Il guaio è che sostituito il re, bisognerebbe sostituire anche i ministri, i direttori generali, i deputati, i prefetti, i consiglieri di Stato, gli alti magistrati, tutti i funzionari superiori della gerarchia amministrativa e politica. Lasciando immutati questi, il mutamento del solo re non significherebbe nulla. Ora mandar via tanta gente è facile. Ma chi surrogare ai... pensionati, non diciamo con la sicurezza, ma almeno con 1 Da "L'Unità,,, III, n. 26, 26 giugno 1914, a firma "g. s.,, Postilla alla lettera 22 giugno 1914 di B. Rainaldi, che disapprovava l'articolo Una rivoluzione senza programma, comparso nel numero del 19 giugno, perché aveva trascurato "la causa del fattt>, gli effetti della causa" ed aveva mutato "a questi effetti la faccia," e continuava: "Noi dell'Unità non abbiamo da dire una parola sulla proibizione dei oomizi del 7 giugno, ordinata da Salandra? Questa della libertà è forse una questione che non interessa gli scrittori e i lettori dell'Unità?" Chiedendosi "Che cosa vuole L'Unità?" e affermando che "questa della concretizzazione sta diventando o è diventata una fissazione che porta al monoideismo,,, concludeva: "Credo, dopo la triennale esperienza, che 'L'Unità' non possa definirsi una trattazione e una visione sintetica di tutti i problemi della vita italiana. 11 [N.d.C.] 2 Colajanni Napoleone (1847-1921), garibaldino, deputato repubblicano dal 1890, provocò con la sua precisa denuncia in Parlamento lo scandalo della Banca romana (1892). [N.d.C.] 456 Bibloteca Gino Bianco
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